Come raccontare Venezia ai bambini? A volte basta cambiare il modo in cui si guarda la città. Dietro un ponte, un campo, un palazzo o una statua si nascondono storie capaci di trasformare una passeggiata in una piccola esplorazione.
Perché Venezia è stata costruita sull’acqua? Chi erano i Dogi? Perché il simbolo della città è un leone alato? Che cosa succedeva sul Ponte dei Pugni? E perché l’antico Arsenale di Venezia era grande quasi quanto una città?
In questo articolo trovi storie, curiosità e informazioni su Venezia pensate per gli adulti che vogliono raccontare la città a bambini e ragazzi. Dalle origini della città alla Serenissima, dal Palazzo Ducale al Ghetto, passiamo attraverso luoghi, personaggi, opere d’arte, leggende e particolarità che possono diventare altrettanti spunti da condividere durante una visita.
L’obiettivo non è trasformare Venezia in una lezione di storia, ma offrire agli adulti qualche elemento in più prima di partire, per poi osservare la città insieme ai bambini con occhi diversi: un dettaglio architettonico può diventare una domanda, una statua una storia, un ponte l’inizio di un racconto.
Sommario
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Abbiamo raccolto questo lavoro in DivertiViaggio a Venezia, la nostra guida gratuita di Venezia per bambini e famiglie. Ma, a differenza dell’articolo, il PDF è pensato direttamente per i più piccoli: un linguaggio più giocoso, personaggi, illustrazioni, curiosità e un itinerario a piedi facile da seguire, da consultare anche dallo smartphone durante la visita.

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Scopriamo le origini leggendarie di Venezia
Secondo la tradizione, le origini di Venezia sarebbero riconducibili alle popolazioni della terraferma che, per sfuggire alle invasioni barbariche, si rifugiarono nelle isole della laguna. La storia, però, è un po’ più complessa. Gli studi più recenti raccontano infatti che la laguna era già abitata da piccoli insediamenti, non sempre permanenti. Gli abitanti vivevano soprattutto di pesca e raccolta del sale. Le invasioni barbariche che sconvolsero la terraferma tra la tarda antichità e l’Alto Medioevo aumentarono però gli spostamenti verso la laguna, rendendo sempre più necessario creare insediamenti stabili. Da questi nuclei sarebbe nata, lentamente, la città di Venezia. 
Come è costruita Venezia?
Costruire una città su un terreno paludoso sembrerebbe un’impresa impossibile. Eppure gli antichi veneziani trovarono un sistema straordinariamente efficace. Il terreno della laguna veniva consolidato conficcando nel fango lunghi pali di legno, fino a raggiungere uno strato più compatto del sottosuolo, chiamato caranto. Sopra i pali venivano sistemate grandi strutture di legno e, successivamente, le fondamenta in pietra degli edifici. È così che Venezia è riuscita a sostenere per secoli palazzi, chiese e interi quartieri. Tra gli edifici più antichi ancora conservati c’è Ca’ da Mosto, affacciata sul Canal Grande, costruita circa 800 anni fa.
Come fanno i pali in acqua a non marcire?
Per molto tempo si è pensato che il legno dei pali veneziani fosse rimasto intatto semplicemente perché, immerso nell’acqua e nel fango, non entrava in contatto con l’ossigeno necessario ai batteri responsabili della decomposizione. La realtà è più interessante. Studi condotti anche dall’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno mostrato che alcuni batteri anaerobici, cioè capaci di vivere senza ossigeno, riescono comunque a degradare lentamente il legno. Allo stesso tempo, acqua e fango penetrano nei pori del legno e avviano un processo di mineralizzazione. Con il passare del tempo il materiale legnoso viene quindi progressivamente trasformato e “pietrificato” dai minerali presenti nell’acqua. Insomma, i pali non sono rimasti semplicemente uguali a quando furono piantati: hanno subito una trasformazione che ha contribuito alla loro straordinaria conservazione.
Venezia e San Marco: come arrivarono le reliquie dell’evangelista
Venezia diventa rapidamente una grande potenza commerciale e marittima. Ma per una città ambiziosa non bastava avere navi, commerci e ricchezze: serviva anche prestigio. Nell’828 due mercanti veneziani avrebbero sottratto da Alessandria d’Egitto le reliquie di San Marco, portandole a Venezia. La storia racconta che per superare i controlli delle autorità musulmane le reliquie furono nascoste sotto un carico di carne di maiale, considerata impura. Una volta giunte in città, furono inizialmente custodite nella cappella del Palazzo Ducale e poi nella basilica costruita appositamente per accoglierle. Nel Medioevo il culto delle reliquie aveva un’importanza enorme, perché attiravano pellegrini, donazioni e prestigio. Per Venezia, San Marco diventò così molto più di un santo: divenne il patrono della città e una figura fondamentale della sua identità politica e religiosa.

Perché il leone alato è il simbolo di Venezia?
Il simbolo di San Marco è un leone alato, spesso rappresentato con un’aureola e un libro oppure con una spada. Il leone rappresenta la forza e la potenza della parola dell’evangelista; le ali richiamano invece la dimensione spirituale, mentre l’aureola indica la santità. Quando le reliquie di San Marco arrivarono a Venezia, il leone dell’evangelista divenne anche il simbolo della Serenissima. Ancora oggi lo si incontra ovunque: sulle facciate dei palazzi, sulle colonne, sui monumenti e nei territori che furono sotto il dominio veneziano.
La Serenissima, una potenza sul mare
Venezia fu una delle grandi potenze del Mediterraneo e dovette competere con altre importanti repubbliche marinare. Le sue navi trasportavano merci preziose e il porto veneziano diventò un punto strategico per i commerci con l’Oriente. La città lagunare ebbe un ruolo importante anche durante le Crociate, nelle quali agli interessi religiosi si affiancarono presto interessi politici ed economici, soprattutto legati al controllo delle rotte commerciali verso l’Oriente. La Repubblica di Venezia, chiamata Serenissima, durò per quasi mille anni, fino alla conquista napoleonica del 1797. Nel periodo della sua massima espansione controllava territori nel Mediterraneo orientale, comprese isole come Creta, e vaste zone della terraferma, nell’attuale Veneto, Friuli e Lombardia. Per questo il leone alato si trova ancora oggi in molti luoghi dell’Italia settentrionale, della Croazia e della Grecia. 
Venezia spiegata ai bambini
Il Ponte di Calatrava: il ponte “trabocchetto”
Il Ponte della Costituzione, progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava, è uno dei ponti più recenti di Venezia. Attraversa il Canal Grande e collega la zona della stazione ferroviaria con Piazzale Roma. La sua forma contemporanea, fatta di acciaio, vetro e pietra d’Istria, contrasta con l’architettura storica della città. È diventato famoso anche per un altro motivo: la superficie inclinata e i gradini in vetro possono risultare scivolosi, soprattutto quando piove. Per questo, fin dalla sua apertura, il ponte è stato al centro di discussioni e critiche.
Campo Santa Margherita, il campo dei bambini veneziani
Campo Santa Margherita è uno dei luoghi di Venezia dove è più facile incontrare bambini che giocano. Il grande spazio aperto, l’assenza di automobili e la presenza di scuole, abitazioni, bar e negozi lo rendono un vero campo veneziano, nel senso più autentico della parola. Qui i bambini possono giocare, andare in monopattino, disegnare con i gessetti e incontrarsi con una libertà che in molte città contemporanee è diventata difficile. Un tempo Venezia era piena di campi di questo tipo, dove la vita quotidiana si svolgeva all’aperto. In mezzo al campo sorge un edificio di piccole dimensioni: è la scuola dei Varoteri, che in veneziano significa pellicciai. Nell’antichità le scuole erano associazioni, confraternite laiche, che riunivano gruppi di artigiani in base alla professione svolta o comunità straniere. Queste a Venezia erano molto comuni, dato che la città svolgeva un’intensa attività commerciale. Le scuole spesso fornivano aiuto non solo ai propri “iscritti”, ma anche ai più poveri e bisognosi, con l’istituzione degli Spedali, un vero e proprio strumento di welfare e assistenza che accompagnava agli ospedali religiosi dei monasteri. Il campanile della chiesa di Santa Margherita, oggi sconsacrata, è mozzo: la parte superiore fu demolita nell’1800 perché pericolante.
Il Ponte dei Pugni e le antiche guerre veneziane
A Venezia esiste un ponte con un nome decisamente curioso: Ponte dei Pugni. Il nome ricorda le vere e proprie “guerre dei pugni” che, fino al Settecento, contrapponevano gruppi rivali di veneziani. Le due fazioni si affrontavano a mani nude sui ponti della città. L’obiettivo non era semplicemente vincere la rissa: bisognava riuscire a far cadere gli avversari in acqua. Prima che sui ponti venissero installate le ringhiere di ferro, infatti, bastava un passo falso per finire direttamente nel canale. I combattenti più esperti si posizionavano su impronte di marmo incastonate nella pietra del ponte, ancora visibili. Oggi quei segni permettono di riconoscere il luogo in cui gli antichi sfidanti prendevano posizione. Proprio sotto al Ponte dei Pugni c’è un negozio galleggiante di frutta e verdura, immagine potente della Venezia quotidiana. 
Campo San Barnaba e le macchine di Leonardo
Campo San Barnaba è uno dei grandi campi veneziani e ospita spesso anche esposizioni dedicate alla scienza e alla storia della tecnologia. Tra queste, una mostra dedicata alle macchine di Leonardo da Vinci, con modelli e ricostruzioni dei suoi progetti.
Che cos’è uno squero?
A Venezia esiste un tipo di cantiere molto particolare: lo squero. È il luogo dove vengono costruite e riparate le tradizionali imbarcazioni veneziane, comprese le gondole. Il termine deriva probabilmente da “squara”, cioè la squadra di lavoratori che svolgeva il mestiere. Lo Squero di San Trovaso è uno degli esempi più famosi e conserva ancora l’aspetto tradizionale dei cantieri veneziani. Qui il legno, le barche e il lavoro degli artigiani raccontano una parte fondamentale della storia della città: Venezia, prima ancora di essere una città da ammirare, è stata una città costruita e vissuta sull’acqua. 
Le Zattere e il gelato più famoso
Le Zattere sono una delle passeggiate più belle affacciate sulla laguna, molto amata dai veneziani. Il lungo percorso costeggia il Canale della Giudecca per quasi un chilometro e offre una vista ampia sull’acqua e sulle isole di fronte.Il toponimo è dovuto alle zattere che un tempo arrivavano qui trasportando legname. Alle Zattere la Gelateria da Nico è un’istituzione veneziana, al pari di musei e palazzi! Qui il gianduiotto da passeggio e la panna in ghiaccio sono un must da non perdere.
Punta della Dogana: il triangolo sulla laguna
Punta della Dogana è il grande triangolo di terra che separa il Canal Grande dal Canale della Giudecca. La sua posizione è strategica e per secoli ha avuto una funzione legata ai commerci. Il nome deriva dalla Dogana da Mar, l’antico edificio della dogana veneziana. Le merci che arrivavano a Venezia dovevano essere controllate e tassate. La Dogana da Mar era quindi l’ufficio incaricato di controllare le merci che entravano in città dal mare. La posizione era così strategica che durante la notte l’accesso al Canal Grande poteva essere chiuso con grandi catene, tese dalla Dogana verso l’altra sponda. Sulla punta dell’edificio svetta una grande sfera dorata sostenuta da due figure, diventata uno dei simboli più riconoscibili di questa parte della città. Oggi nella storica Dogana da Mar di Venezia a Punta della Dogana c’è un importante spazio espositivo d’arte contemporanea, gestito dalla Pinault Collection.
La Madonna della Salute e la festa del 21 novembre
La Basilica di Santa Maria della Salute è una delle chiese barocche più spettacolari di Venezia, costruita nel Seicento come voto alla Madonna dopo la terribile epidemia di peste che colpì la città. La peste del 1630-31 provocò un numero enorme di vittime e rimase impressa nella memoria dei veneziani. Ogni anno, il 21 novembre, Venezia celebra la Festa della Salute. È una delle tradizioni religiose più sentite ancora oggi dai veneziani. Per l’occasione viene costruito un ponte temporaneo di barche che attraversa il Canal Grande e collega la zona della Salute con San Moisè e Santa Maria del Giglio. 
Kids Day alla Collezione Peggy Guggenheim
La Collezione Peggy Guggenheim conserva una delle più importanti raccolte italiane dedicate all’arte europea e americana del Novecento. Ma l’arte contemporanea non è soltanto qualcosa da guardare. Il programma Kids Day, quando in calendario, propone attività creative dedicate ai bambini, che possono sperimentare tecniche e linguaggi dell’arte insieme ad altri coetanei provenienti da tutto il mondo. Mentre i bambini lavorano e giocano con l’arte, gli adulti possono dedicarsi alla collezione. È uno degli esempi più interessanti di come un museo possa diventare uno spazio di esperienza condivisa per tutta la famiglia.
Il Ponte dell’Accademia e il curioso “Cagalibri”
Il Ponte dell’Accademia è uno dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande. L’attuale struttura in legno ha una successione di gradini che, secondo il curioso conteggio tradizionale, arrivano a 165. Dalla sommità si apre uno dei panorami più famosi sul Canal Grande. Nella vicina Campo Santo Stefano si trova la statua dedicata a Niccolò Tommaseo, scrittore e patriota dell’Ottocento.Alle sue spalle sono accatastati alcuni libri di pietra. La posizione della statua e la particolare forma del monumento hanno dato origine al soprannome veneziano “Cagalibri”. È uno di quei nomi apparentemente irriverenti che fanno parte del modo veneziano di osservare e raccontare la propria città.
Piazza San Marco, l’unica vera “piazza” di Venezia
A Venezia quasi tutti gli spazi aperti si chiamano campi.L’unica vera “piazza” è Piazza San Marco. È il cuore monumentale, politico e religioso della città e per secoli è stata il luogo delle grandi feste, delle cerimonie, delle celebrazioni e persino delle esecuzioni pubbliche. Oggi è probabilmente il luogo più fotografato di Venezia.
Il Campanile di San Marco: “el paron de casa”
Con i suoi 99 metri di altezza è uno dei principali monumenti di Venezia, tanto che i veneziani lo chiamano “il paron de casa”, il padrone di casa. Il fabbricato su cui è stato eretto nel 800 aveva la funzione di torre di avvistamento e faro. Subì vari restauri in seguito a incendi e terremoti, fino all’anno 1903… Una mattina d’estate, dopo qualche avvisaglia con piccoli crolli di mattoni, dapprima un enorme squarcio su un fianco, poi tutto il campanile crollò. I lavori per ricostruirlo ex novo durarono circa dieci anni e seguirono il principio destinato a diventare famoso: “com’era, dov’era”, utilizzando dove possibile i materiali recuperati dal crollo. Oggi un ascensore permette di raggiungere la sommità e ammirare Venezia dall’alto.
La Torre dell’Orologio Astronomico
Capolavoro di tecnica ed ingegneria, da cinquecento anni indica le ore, i mesi, le fasi lunari e i segni zodiacali. L’orologiaio costruttore fu autorizzato a vivere al suo interno, con tanto di stipendio, per monitorarne il funzionamento. La tradizione è continuata nei cinque secoli successivi: un “temperatore” (custode e manutentore) è vissuto nella Torre fino al 1998. Secondo la leggenda, i costruttori del bellissimo orologio e dei Mori, furono accecati, affinché non potessero replicare il loro ingegnoso capolavoro.
Palazzo Ducale, il palazzo dei dogi
Palazzo Ducale è uno dei più straordinari esempi di gotico veneziano fiorito. La sua architettura è riconoscibile per i trafori, le decorazioni, le sculture e il contrasto tra la pietra bianca e i colori delle superfici. Le colonne della loggia del primo piano sono bianche, ma ce ne sono alcune di colore rosso. La tradizione racconta che proprio da una di queste posizioni il Doge assistesse alle grandi feste e alle esecuzioni pubbliche che si svolgevano nella piazza. Nel cortile interno si trova la monumentale Scala dei Giganti. Qui avveniva la cerimonia ufficiale di proclamazione del Doge. Le due grandi statue di Marte e Nettuno, realizzate da Jacopo Sansovino, rappresentano simbolicamente la potenza veneziana sulla terra e sul mare. Palazzo Ducale non era soltanto la residenza del Doge. Era soprattutto il centro del governo della Repubblica di Venezia. Qui avevano sede magistrature e uffici che amministravano ogni aspetto della vita della Serenissima. Tra questi c’era anche il Magistrato alle Acque, incaricato di occuparsi della laguna e della delicata regolazione delle acque.
La Sala del Maggior Consiglio
La Sala del Maggior Consiglio è uno degli ambienti più spettacolari del palazzo. Qui si riuniva il principale organismo politico della Repubblica, formato dai nobili veneziani. Sulla parete si trova il gigantesco Paradiso di Tintoretto, una delle tele più grandi della storia della pittura: misura circa 24 metri per 7.
L’Armeria e le prigioni
L’Armeria conserva armi, armature e munizioni che raccontano la potenza militare della Serenissima. Tra le curiosità ci sono anche piccole armature la cui destinazione rimane incerta: potrebbero essere state realizzate per bambini oppure per persone di statura particolarmente bassa. Dal Palazzo Ducale si accedeva anche al famoso Ponte dei Sospiri, che collegava il palazzo alle prigioni, i cosiddetti “pozzi“. Per scoprirne la storia e curiosità, Itinerari Segreti è la speciale visita a cura di MUVE Education che raccontagli aspetti meno visibili della vita politica e giudiziaria della Serenissima.
La Basilica di San Marco: una chiesa dall’anima bizantina
La Basilica di San Marco fu costruita accanto al Palazzo Ducale per custodire le reliquie dell’evangelista. La sua architettura riflette i rapporti commerciali e culturali che Venezia aveva con l’Oriente. Le cinque grandi cupole e la ricchezza delle decorazioni richiamano la tradizione bizantina, mentre i mosaici dorati raccontano storie bibliche attraverso un linguaggio visivo spettacolare. La struttura è realizzata in mattoni, ma è completamente rivestita di marmi colorati, colonne, sculture e mosaici. Per questo l’edificio sembra quasi prezioso come un enorme scrigno. La Basilica racconta anche una parte della storia commerciale di Venezia: molte delle sue decorazioni e dei suoi materiali sono legati ai rapporti della Serenissima con il Mediterraneo orientale. 
L’Arsenale, una vera città nella città
L’Arsenale era il cuore dell’industria navale veneziana, una vera città dentro la città, con cantieri, officine, magazzini e spazi dedicati alla costruzione e alla manutenzione delle navi, dove lavoravano fino a circa 2.000 persone, gli arsenalotti. Il lavoro era organizzato attraverso una precisa divisione dei compiti: ogni operaio svolgeva una determinata mansione. In questo modo Venezia riuscì ad aumentare enormemente la velocità con cui poteva costruire e riparare le proprie imbarcazioni, anticipando per certi aspetti il concetto moderno di produzione in serie. L’Arsenale fu fondamentale per permettere alla Serenissima di diventare una grande potenza commerciale e militare sul Mediterraneo.
I Giardini di Venezia: un po’ di verde in laguna
I Giardini della Biennale rappresentano uno dei principali spazi verdi della città lagunare. Prati, alberi, panchine e aree gioco permettono ai bambini di avere uno spazio per correre e giocare. All’interno dei Giardini si trova anche la Serra dei Giardini, una storica struttura in vetro oggi utilizzata come spazio per piante, fiori, incontri, eventi e momenti di pausa. È un piccolo angolo verde che ricorda quanto siano preziosi gli spazi aperti in una città costruita su una laguna. 
Campo Santa Maria Formosa
Campo Santa Maria Formosa è uno dei campi più grandi e vivaci di Venezia. La sua ampiezza lo rende naturalmente uno spazio adatto ai giochi dei bambini, che qui possono correre e muoversi più liberamente rispetto alle strette calli. Il campo ospita anche una fontana pubblica e dà accesso a uno dei luoghi culturali più interessanti della città: la Fondazione Querini Stampalia, una casa-museo veneziana che permette di entrare nella vita quotidiana di una famiglia aristocratica della città.
Il Ponte di Rialto: dal ponte di barche al ponte di pietra
Il Ponte di Rialto è uno dei simboli di Venezia e uno dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande. Non è sempre stato il ponte di pietra che conosciamo oggi. La prima struttura era un ponte di barche, successivamente sostituito da un ponte in legno. La struttura lignea aveva una caratteristica particolare: poteva essere aperta al centro per permettere il passaggio delle imbarcazioni più alte. Alla fine del Cinquecento fu costruito l’attuale ponte in pietra. Il progetto è dell’architetto Antonio da Ponte, che vinse una competizione alla quale parteciparono anche nomi illustri come Palladio e Sansovino. 
Campo SS. Giovanni e Paolo: tra medicina, arte e storia
Campo dei Santi Giovanni e Paolo è dominato dalla grande basilica omonima e dall’antico complesso della Scuola Grande di San Marco. Qui si trova anche uno dei più importanti ospedali veneziani. L’edificio della Scuola Grande di San Marco è un capolavoro del Rinascimento veneziano e apparteneva a una confraternita medievale che aveva anche importanti funzioni di assistenza e beneficenza. La tradizione medica veneziana è legata anche a questo luogo. Qui si trova il Museo di Anatomia Andrea Vesalio, dedicato alla storia dell’anatomia e della medicina.
La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo
La basilica è una delle più grandi costruzioni religiose medievali di Venezia. A partire dal Duecento è diventata il luogo di sepoltura di importanti famiglie veneziane e di numerosi Dogi: sono circa 25 quelli sepolti qui. Tra le opere d’arte più interessanti c’è anche la grande finestra del transetto, realizzata all’inizio del Cinquecento su disegni preparatori dei Vivarini.
Il Ghetto di Venezia e l’origine della parola “ghetto”
Venezia conserva un altro luogo dalla storia straordinaria: il Ghetto. È una vera e propria città nella città, con edifici molto alti e spazi relativamente ristretti. Proprio qui nasce la parola “ghetto”. Il termine deriva dal veneziano geto, riferito all’antica area delle fonderie che si trovava nella zona. Nel Cinquecento la Repubblica di Venezia stabilì che gli ebrei residenti in città dovessero vivere in quest’area, sottoposta a regole precise. I cancelli venivano chiusi durante la notte e, durante il giorno, gli abitanti potevano uscire ma dovevano indossare un copricapo che permettesse di identificarli. Nonostante le restrizioni, la comunità ebraica ebbe un ruolo importante nella vita economica veneziana. Alcuni ebrei esercitavano attività finanziarie, prestando denaro a interesse o gestendo banchi di pegno. Anche queste attività erano regolamentate dalla Serenissima, che stabiliva le condizioni e i tassi applicabili. Il Ghetto racconta quindi una storia complessa, fatta di discriminazione e limitazioni, ma anche di scambi economici, culturali e di una comunità che ha lasciato una traccia profonda nella storia di Venezia.
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Cosa fare a Venezia con bambini
Stai organizzando il viaggio? Leggi il nostro articolo dedicato alla visita di Venezia in famiglia, con link a tutti gli approfondimenti, per scoprire l’itinerario di un giorno, cosa fare con più tempo a disposizione, i musei e le mostre della città lagunare da visitare con i bambini.

Teresa dice:
Ho abitato a Venezia per un pò di mesi e devo dire che leggere il tuo articolo mi ha fatto un enorme piacere. Da un lato ho rivissuto dei luoghi che già conoscevo e che ho amato, dall’altro ho scoperto delle curiosità e delle situazioni di cui ero all’oscuro.
Tamara dice:
Bellissima Venezia, da quando ci siamo trasferiti a Trieste ci siamo già stati 2 volte, la prima poco dopo l’apertura del lockdown del 2020, ti lascio immaginare Venezia praticamente deserta!
Teresa dice:
Sì concordo, deserta era meravigliosa e surreale!
Silvia The Food Traveler dice:
In meno di quindici giorni quattro miei amici sono stati a Venezia, per cui la voglia di vedere questa città è proprio tanta. Anche perché ci sono stata una volta sola secoli fa e non ricordo molto.
Ho letto dell’idea di limitare gli accessi e di vincolarli al pagamento di un biglietto: sicuramente una proposta controversa che però può avere il vantaggio di rendere la città più vivibile per turisti e residenti, forse.
Teresa dice:
Sì, la proposta della prenotazione (e pagamento biglietto) dovrebbe essere uno strumento per monitorare gli afflussi.
Annalisa dice:
Sul Calatrava ho visto ruzzolare davanti a me più persone, compresa una ragazza incinta con trolley appresso. Direi che più che un ponte è una trappola. con l’umidità che c’è a Venezia è sempre bagnato e scivoloso. E poi rovina anche la bellezza antica della città. vorrei sapere chi l’ha autorizzato e con che criterio di valutazione.
Teresa dice:
Confermo, ci sono tante denunce in corso (infatti stanno modificando gli scalini). Non sono d’accordo con te però sul fatto che rovini la bellezza della città. A me piacciono le contaminazioni antico moderno, e poi anche le città “antiche” dovrebbero essere funzionali, visto che hanno abitanti.
sara bontempi dice:
Venezia l’ho visitata qualche mese fa per la prima volta, per me una città bellissima e anche a misura di bambino.
E’ sempre bello farli viaggiare e divertendosi imparano tantissime cose che magari a scuola non gli insegnano.
Bru dice:
Leggo con piacere il lavoro che state facendo rivolto ai bimbi, bello crescerli pieni di curiosità verso il mondo
Teresa dice:
Sì, l’idea è proprio quella di cercare di coinvolgere i giovanissimi!
Libera dice:
Ma che bell’itinerario che hai delineato, perfetto per scoprire la bellissima Venezia in compagnia dei più piccoli.
Teresa dice:
Grazie Libera, spero possa essere utile!
Veronica dice:
Direi che questa guida è un vero tesoro non solo per ragazzi ma anche per chi conosce poco Venezia e vuole scoprire curiosità sulla città.
Teresa dice:
Grazie Veronica, speriamo sia utile e piaccia!
Paola dice:
Con un linguaggio semplice hai spiegato tutto ciò che serve per conoscere Venezia, una meravigliosa città amata da grandi e bambini. Itinerario perfetto per piccoli turisti curiosi!
Teresa dice:
Grazie Paola!
Costa Veneziana dice:
Sapete che si dice che il Leone Alato di Piazza San Marco in realtà non sia dei veneziani? Alle superiori il professore di arte mi raccontava che secondo alcuni il leone in realtà era turco, o francese non ricordo bene, e che sia stato rubato durante gli anni di gloria della città.
Legato al San Marco è diventato simbolo di Venezia insieme alla grande e imponente basilica, ma chissà in realtà se appartenesse davvero ai veneziani, credo sia una di quelle verità che non scopriremo mai davvero.
Teresa dice:
Questa è una notizia che andrebbe appurata e approfondita. Molto interessante! Se scopri qualcosa di nuovo, facci sapere!
Katia Piovesan dice:
Ottima!
Teresa dice:
Grazie davvero!
Daniela dice:
Buongiorno,
ero interessata al diario di viaggio di venezia per i bambini ma non riesco a inserire la mail.
Potete mandarmelo?
Grazie per tutte le informazioni, sono molto interessanti.
Saluti,
Daniela
Teresa Scarselli dice:
Buongiorno Daniela, grazie per la segnalazione, inviamo subito alla sua mail.
Gisella dice:
Salve,
Innanzitutto complimenti per i contributi di viaggio.
A breve mi recherò a Venezia con le mie due nipoti e mi piacerebbe ricevere l’interessante pdf, ma non riesco a inserire la mail.
Potreste mandarmelo?
Grazie mille e “Buoni viaggi”
Teresa Scarselli dice:
Certamente, le invio tutto alla sua mail, grazie per la segnalazione e per il feedback!