Firenze con bambini e ragazzi può essere molto più di una passeggiata tra piazze e monumenti. La città del Rinascimento è un enorme laboratorio di storie, invenzioni, arte e curiosità: basta trovare il modo giusto per raccontarle.
Cosa fare a Firenze con i bambini? E cosa vedere con ragazzi e adolescenti senza trasformare la giornata in una maratona di musei? Dalla Cupola di Brunelleschi alle invenzioni di Galileo, dai misteri dei Medici ai piccoli treni di HZero, Firenze offre esperienze capaci di incuriosire età e interessi diversi.
Sommario
Firenze culla del Rinascimento
Per capire Firenze fino in fondo, raccontate ai bambini come la città sia stata la culla del Rinascimento. Un periodo storico di vera rinascita e rinnovamento culturale e scientifico, nel quale si affermò una nuova concezione dell’umanità e del mondo. Il nuovo uomo è padrone del suo destino, libero dalle restrittive teorie medievali. Questa consapevolezza forgia la ricerca artistica e scientifica e dà impulso all’economia.
Fu un’epoca di grande rinnovamento culturale e scientifico, nella quale cambiò anche il modo di guardare all’uomo e al mondo. A Firenze si incontrarono alcuni dei più grandi artisti e intellettuali del tempo: Filippo Lippi, Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci, Domenico Ghirlandaio, Verrocchio, Perugino, Michelangelo e Raffaello.
Un ruolo fondamentale fu quello della famiglia Medici, grandi collezionisti e mecenati, che commissionarono opere e sostennero artisti e intellettuali.
Anche le Corporazioni delle Arti e dei Mestieri, nate già nel Medioevo per regolamentare il lavoro e proteggere le diverse categorie professionali, ebbero un ruolo importante nella vita economica e politica della città e nel finanziamento di grandi opere pubbliche.
Ecco perché visitare Firenze con bambini e ragazzi può diventare una piccola lezione di storia, arte e scienza… purché sia fatta camminando, osservando e facendo domande.
Cosa vedere a Firenze con bambini e ragazzi nel centro storico
Il centro storico di Firenze, racchiuso nell’antico tracciato delle mura medievali, è un vero museo a cielo aperto.
Prima di cominciare, può essere divertente mostrare ai bambini una delle più antiche rappresentazioni dettagliate della città: la Pianta della Catena, una veduta a volo d’uccello derivata da un originale perduto di Francesco di Lorenzo Rosselli, realizzato tra il 1471 e il 1482.
Da qui si può cominciare a riconoscere la forma della città e alcuni dei suoi edifici più celebri.

Santa Maria Novella e la camera oscura
La Basilica di Santa Maria Novella nasconde un piccolo segreto che piacerà molto ai bambini.
La costruzione della chiesa iniziò nel 1278 per opera dei frati domenicani. La splendida facciata in marmo bianco e verde scuro fu completata da Leon Battista Alberti, su commissione della famiglia Rucellai.
Ma il vero gioco da cercare è all’interno. In una giornata di sole, intorno a mezzogiorno, osservate attentamente il pavimento a scacchi. A un certo punto potrebbe comparire proprio sotto i vostri piedi l‘immagine del sole. Non è magia: un piccolo foro nel rosone lascia passare la luce e proietta sulla superficie opposta l’immagine, capovolta, dell’astro. È il principio della camera oscura, una sorta di antenata delle nostre macchine fotografiche.

Piazza Duomo
Piazza del Duomo custodisce, in uno spazio racchiuso, la massima espressione della magnificenza fiorentina: la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, affiancata dal Battistero di San Giovanni e dal celebre Campanile di Giotto.
La Cattedrale di Santa Maria del Fiore
La costruzione del complesso, avviata nel 1296 su progetto di Arnolfo di Cambio, si protrasse fino al 1436. Più che un cantiere, fu un’opera collettiva che vide l’alternarsi dei più grandi maestri del tempo, da Giotto a Francesco Talenti. A lungo, tuttavia, il progetto rimase incompiuto: alla fine del Trecento la cattedrale presentava una colossale apertura a sessanta metri d’altezza, priva di copertura.
La svolta arrivò con Filippo Brunelleschi. Geniale uomo del Rinascimento, ideò una struttura autoportante priva di centine e impalcature, conquistando i finanziatori anche grazie alla promessa di un notevole risparmio economico. Ci vollero quindici anni per completare quella che, all’epoca, era la cupola più grande del mondo: un’imponente architettura a otto spicchi, alta novantuno metri, basata su due calotte concentriche collegate da un’intercapedine calpestabile e rinforzata da una fitta trama di costolature.
Un’ascesa di ben 463 gradini attraverso l’interno della cupola permette oggi di ammirare da vicino gli affreschi di Giorgio Vasari e di godere di una vista impareggiabile sui tetti della città.

Il Campanile di Giotto
Il nome può trarre in inganno: Giotto ricevette l’incarico di progettare il campanile alla fine della sua carriera, ma morì prima di poterlo completare. Il suo contributo è riconoscibile soprattutto nell’elegante rivestimento in marmi policromi, nelle finestre e nel grande ciclo decorativo alla base.
L’incarico passò al suo allievo Andrea Pisano e poi a Francesco Talenti, che completò l’edificio nel 1359, variando il progetto iniziale con l’invenzione del coronamento a terrazza (in luogo probabilmente di una guglia).
Dal Battistero di San Giovanni, verso il Paradiso
Dedicato al patrono della città, fu per secoli il luogo di battesimo dei fiorentini e di investitura di cavalieri e poeti. È un capolavoro del Romanico fiorentino, con paramento esterno in marmo bianco di Carrara e verde di Prato, mentre gli interni scintillano grazie alla splendida decorazione musiva, realizzata tra il XIII e il XIV secolo.
Soffermatevi con i bambini e i ragazzi davanti alla celebre “Porta del Paradiso”, realizzata dall’orefice e scultore Lorenzo Ghiberti. Riuscite a riconoscere le storie bibliche raccontate attraverso le formelle dorate? Danneggiata dall’alluvione del 1966, la decorazione originale fu trasportata nel vicino Museo dell’Opera del Duomo.
Basilica di San Lorenzo, l’incompiuta
Una chiesa, quella di San Lorenzo, alla quale i Medici furono sempre fortemente legati. Tra le più antiche in città, affidarono la sua ristrutturazione al Brunelleschi, a inizio Quattrocento. La facciata fu commissionata invece a Michelangelo, ma rimase incompiuta.
Non ci si aspetta quindi, osservando la nuda facciata, di confrontarsi con tanta opulenza all’interno.
In particolare, il sontuoso complesso delle Cappelle Medicee, luogo di sepoltura della famiglia Medici, lascerà senza parole grande e piccini.
Piazza della Signoria, sul palco di Firenze
Piazza della Signoria è sempre stato il palcoscenico sociale e politico della città.
Il Nettuno sembra rubare la scena con la sua prestanza: forgiato da un unico blocco di marmo di Carrara da Ammannati e suoi allievi, fu un grande monumento celebrativo del potere di Cosimo I de’ Medici. Prima grande fonte pubblica a Firenze, fu usata come lavatoio nel XVI secolo, poi abbeveratoio per animali. Leggete la curiosa targa sulla parete di Palazzo Vecchio datata 1720, che vieta di “fare sporchezze di sorta alcuna, lavare in essa calamai, panni o altro né buttarvi legnami o altre sporcizie”.
Adiacente alla fontana, l’occhio cade anche sulla bellissima copia del David di Michelangelo. L’originale, emblema del Rinascimento e simbolo di Firenze, venne ricoverato alla Galleria dell’Accademia nell’agosto del 1873.
Nella Loggia dei Lanzi, edificata tra il 1376 e il 1382 per ospitare al coperto le numerose assemblee pubbliche popolari, osservate infine il gruppo drammatico del Ratto delle Sabine, del Giambologna, e a sinistra, il bronzo di Benvenuto Cellini, Perseo che taglia la testa alla Medusa.

Palazzo Vecchio, cuore pulsante di Firenze
Arnolfo di Cambio disegnò una solida fortezza nel 1299, appoggiata sulle fondamenta della pre-esistente torre dei Foraboschi.
Per secoli Palazzo Vecchio è stato il centro del potere cittadino: nel Cinquecento era la residenza di Cosimo I de’ Medici, di sua moglie Eleonora de Toledo e dei loro undici figli, prima che si stabilissero a Palazzo Pitti.
Dal 1865 al 1871 fu sede del Parlamento del Regno d’Italia, mentre oggi ospita il Sindaco di Firenze e vari uffici comunali.
Qui c’è anche la sede dell’Associazione Mus.e, che si occupa della valorizzazione del patrimonio dei Musei Civici Fiorentini e organizza laboratori e visite per famiglie alla scoperta dei Beni culturali della città.
Fuori l’aspetto è quello austero di un castello, ma già dal cortile interno vi aspetta un trionfo ardito di colori, ad opera nel Cinquecento del Vasari. Pensate che fu decorato in occasione di un matrimonio, tra il figlio di Cosimo I e Giovanna d’Austria. Al centro, ammirate la splendida fontana in porfido, sormontata dalla statua Putto con Delfino di Andrea del Verrocchio.
Gli interni di Palazzo Vecchio si aprono in diverse sale, stanze, corridoi; la più famosa è il Salone dei Cinquecento, lungo cinquantatré metri e largo ventidue, affrescato con vorticose scene di battaglia dipinte da Vasari e dai suoi apprendisti. Oggi è utilizzato anche per accogliere conferenze ed eventi di grande rilievo.
Sulla Torre di Arnolfo
Per chi ama le salite e le viste dall’alto, la Torre di Arnolfo è una piccola impresa. Sono 418 gradini per raggiungere uno dei punti panoramici più spettacolari della città.
La ricompensa? Firenze vista dall’alto, con le colline che la circondano.
Palazzo Strozzi: quando gli adolescenti diventano protagonisti dell’arte
A Palazzo Strozzi gli adolescenti non sono considerati semplicemente giovani visitatori da accompagnare alla scoperta di una mostra. La Fondazione propone infatti progetti e attività pensati proprio per loro, costruiti intorno alle diverse esposizioni e basati sul confronto, sulla sperimentazione e sulla partecipazione.
Workshop, percorsi con artisti, attività laboratoriali e occasioni di dialogo invitano i ragazzi a guardare l’arte contemporanea con i propri occhi, senza preoccuparsi di trovare subito una risposta “giusta”. L’obiettivo è lasciare spazio alle domande, alle interpretazioni personali e al confronto con gli altri.
È un approccio interessante soprattutto per gli adolescenti che davanti a un’opera d’arte si chiedono: «Sì, ma io cosa dovrei vederci?». Qui possono invece partire proprio dalla loro reazione, dalle loro idee e dal loro modo di interpretare ciò che hanno davanti.
Il programma Giovani e teenager cambia in relazione alle mostre in corso e comprende anche materiali di approfondimento, workshop e progetti dedicati. Vale quindi la pena controllare il calendario di Palazzo Strozzi prima della visita.
Palazzo Strozzi: attività per famiglie e bambini
Palazzo Strozzi propone attività pensate anche per vivere le mostre in famiglia, trasformando la visita in un’esperienza da condividere tra adulti e bambini.
Per chi preferisce esplorare autonomamente le sale c’è il Kit Famiglie, con giochi e approfondimenti sulle opere esposte. In alternativa, è possibile partecipare a visite e laboratori differenziati per età, a partire dai 3 anni.
Il punto di partenza è sempre l’osservazione delle opere insieme: i più piccoli vengono coinvolti attraverso racconti e attività pensate per loro, mentre per i bambini più grandi entrano in gioco esperienze interattive e occasioni di confronto.
Un modo per avvicinarsi all’arte senza dover necessariamente spiegare tutto: si osserva, si fanno domande, si gioca e si scopre insieme.
Officina del Profumo Farmacia di Santa Maria Novella
In Via della Scala, potrete entrare gratuitamente nell’antica Farmacia di Santa Maria Novella, con scaffali in stile neogotico e i caratteristici vasi d’antan, con le belle etichette scritte in calligrafia cancelleresca.
Grandi e bambini qui non resistono alla tentazione di annusare saponette, profumi, essenze speciali, in un’atmosfera raffinata e noir.
Perché non scegliere qui un prezioso e autentico souvenir?

I musei di Firenze da visitare con bambini e teenager
Firenze è un museo a cielo aperto: una semplice passeggiata nel centro storico vi catapulterà nel Rinascimento toscano. Il trucco, soprattutto con bambini e adolescenti, è non cercare di vedere tutto. Meglio scegliere un museo in base a ciò che incuriosisce davvero i vostri figli.
Museo HZero, il plastico ferroviario più grande d’Italia
Immaginato e realizzato da un collezionista appassionato, Giuseppe Paternò Castello di San Giuliano, HZero è concepito come un grande scenario con diversi panorami, in cui viaggiano i trenini: dalle casette del villaggio nordico, alla ricostruzione delle Dolomiti, dai porti alle gallerie, alle zone industriali fino alle bucoliche campagne, in una sorta di Europa in miniatura.
È un modello artigianale, costruito a mano, quasi completamente privo di componenti standardizzate! Ma tecnologia e ingegneria, con software di gestione delle linee e sistemi elettronici simili a quelli utilizzati dalle Ferrovie dello Stato, ne garantiscono il funzionamento.
La visita è altamente immersiva: grandi e piccini sono rapiti non solo dall’osservazione del plastico e dei trenini in movimento, ma anche da una coreografia poetica di luci, suoni e proiezioni.

Museo degli Innocenti, storie d’infanzia e maternità negate
State per entrare in un antico orfanotrofio, che per circa seicento anni ha accolto 500000 bambini abbandonati. L’impegno verso l’infanzia prosegue: oggi l’Istituto è un’Azienda Pubblica dei Servizi alla Persona, con missione incentrata sulla promozione dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Nella Firenze del Quattrocento, la tutela degli infanti abbandonati era prerogativa dell’Arte della Seta. Fu proprio grazie al finanziamento di questa importante corporazione di lavoratori della città, che fu edificato lo Spedale degli Innocenti, su progetto di Filippo Brunelleschi. Era la prima volta in tutt’Europa che un luogo di assistenza era riservato ai bambini abbandonati.
Preparatevi ad un viaggio commovente a ritroso nel tempo, tra le vite di nocentine e nocentini, ricostruite attraverso la documentazione d’Archivio.
Tra i reperti del Museo degli Innocenti, i più strazianti sono i “segnali”: talvolta i genitori lasciavano tra le fasce dei figli piccoli “segni di riconoscimento” nella speranza di un possibile ricongiungimento. Questi oggettini, lettere, croci, testimonianze di un amore interrotto forzatamente, sono oggi custoditi in piccole teche estraibili.
I servizi educativi del museo, la Bottega dei Ragazzi, organizzano molte attività per famiglie, alla scoperta della storia e degli inestimabili tesori artistici del museo.
Per una piacevole sosta dopo la visita, con vista sul Duomo, raggiungete il Caffè del Veronese, posto sulla terrazza del quinto piano. Era l’antico stenditoio dell’Ospedale degli Innocenti.

Le Gallerie degli Uffizi, a caccia d’icone
Gli Uffizi possono sembrare una scelta impegnativa con i bambini. In realtà, molto dipende dall’approccio: almeno la prima volta, la visita dovrebbe essere semplicemente una passeggiata nella Bellezza.
Il segreto? La selezione. Scegliete solo gli imperdibili del Rinascimento italiano, come la magnifica Venere di Botticelli o la Primavera con il suo tripudio di piante e fiori, senza dimenticare le opere che i vostri figli hanno già studiato o studieranno a scuola.

Leggi l’approfondimento: Musei di Firenze per bambini: i più belli da visitare in famiglia
Firenze in un giorno con bambini
Se avete soltanto un giorno a Firenze con i bambini, la tentazione sarà quella di riempire ogni ora. Meglio resistere!
Il centro storico concentra moltissime cose interessanti in pochi chilometri, ma una giornata trascorsa correndo da un museo all’altro rischia di trasformarsi in una maratona.
Scegliete uno o due luoghi principali e lasciate tempo per camminare, fermarsi in una piazza, mangiare un gelato, osservare un dettaglio. Se i vostri figli sono piccoli, potreste privilegiare il centro storico, Piazza del Duomo, Piazza della Signoria e una sola esperienza museale.
Firenze con adolescenti: esperienze insolite da non perdere
Con ragazzi e adolescenti potrete invece costruire la giornata intorno a un interesse preciso, tra scienza, esperienze d’arte immersiva e multimediale, libri e shopping: leggete l’approfondimento Firenze con ragazzi:10 esperienze insolite da non perdere
Visita guidata a Firenze: scopri la città con una guida turistica
Firenze è una città che ha molto da raccontare, ma con bambini e ragazzi non è necessario raccontare tutto. La sfida è piuttosto trovare le storie capaci di accendere la loro curiosità: un’impresa architettonica, un personaggio fuori dagli schemi, un dettaglio nascosto in un dipinto, una macchina che sembra impossibile.
Tra cupole, palazzi, musei e opere d’arte, scegliere cosa vedere e soprattutto come raccontarlo può fare la differenza tra una visita da ricordare e una semplice successione di tappe. Per questo, se desiderate scoprire il centro storico attraverso uno sguardo pensato anche per i più giovani, può essere utile affidarsi a una professionista abilitata come Giulia Bacci, guida turistica abilitata per Firenze.
Il suo approccio permette di trasformare la storia e l’arte di Firenze in un racconto vivo, capace di coinvolgere bambini, ragazzi e adulti, senza semplificare la città, ma trovando per ciascuno la chiave giusta per entrarci.
Scopri anche Fiesole e altri splendidi borghi della Toscana!

Annalisa Spinosa dice:
Sono stata a Firenze diverse volte, ma mai con mia figlia. Ora credo sia giunto il momento, data l’età ( dieci anni ) di portarla a conoscere la culla della cultura italiana. Ormai può capire le forme d’arte ed emozionarsi ammirandole.
Teresa dice:
Assolutamente sì!
Paola dice:
Direi che Firenze è proprio una città a misura di bambini, che sicuramente trovano molte attività da fare e molte cose da vedere! Una città così non può che attrarre qualsiasi tipo di turista, di qualsiasi età direi!
Silvia The Food Traveler dice:
Adoro Firenze. Per me è una delle città più belle tra quelle che ho visto. Ci sono stata in diverse stagioni ma per me, visto che non sopporto il caldo, l’autunno è la migliore. Devo segnarmi di tornare alla Farmacia di Santa Maria Novella perché ci sono stata una volta sola anni fa e per qualche motivo mi dimentico sempre che è un ottimo posto per fare qualche acquisto.
Eliana dice:
Firenze è una città spettacolare che ho visto 3 volte! Ogni volta mi sorprende e mi incanta, è ricca di prospettive per giovani, adulti, amanti dell’arte e non solo! Ci tornerei subito, anche se ci sono stata solo nel 2022!
Teresa dice:
Io ci ho vissuto, ci ho lavorato e ancora amo tornare
Teresa dice:
Firenze, tra tutte le città d’arte italiane, è sicuramente quella che preferisco; non solo per la sua bellezza ed eleganza ma anche per la storia di Firenze che mi ha sempre affascinata molto. Peccato che sia davvero molto costosa!
Esther dice:
Adoro Firenze e per un po’ ci ho abitato . Mi piace il suo lato non turistico lontano dai musei interessanti sono le case degli artigiani le biblioteche i mercati e i parchi … con i bambini giri in bici nei parchi lontano dalla folla . Firenze per me ha il suo fascino d’inverno nelle giornate di sole
Tamara Bonfrate dice:
Firenze è una città davvero meravigliosa, e con vergogna ammetto di non esserci ancora stata. Articolo davvero interessante e ricco di spunti che prenderò assolutamente visto che sono in compagnia di due bimbe che si annoiano subito.
Teresa dice:
Firenze ti aspetta!
Veronica dice:
La casa museo di Dante e l’Officina del profumo me le segno per la prossima volta che sarò a Firenze. Così come mi riprometto sempre di entrare a Santa Maria Novella dove non sapevo ci fosse una camera obscura, l’unica vista per me é stata ad Edimburgo.
Libera dice:
Abito in una città che è talmente vicina e ben collegata a Firenze che non posso esimermi dal visitarla ogni volta che posso. D’altronde, ci sono così tante cose da vedere! Tra tutte quelle che hai elencato, non saprei proprio da dove iniziare!
Teresa dice:
E quante altre ce ne sono di cui non ho parlato!