I diritti dei genitori in viaggio

I diritti dei genitori in viaggio

Piccoli tiranni crescono

In principio era la coppia

Completa e semiperfetta, nella sua diversità e nel suo equilibro precario: talvolta con lo stesso amore per arte, musei, percorsi urbani, borghi antichi. Più spesso consacrata al compromesso, al do ut des, allo scambio di favori (di vario genere). Oggi visitiamo il museo, domani escursione in montagna. La mattina a caccia di affreschi, la sera di localini.
Quando si deve gestire soltanto un marito (o una moglie) è tutto più semplice… abbiamo ottima merce di scambio e argomentazioni convincenti!

Qualche anno dopo

Nascono i figli. Ci viene insegnato che la nostra vita, e i nostri viaggi, devono adeguarsi.
Ci dicono che in qualità di bravi genitori non abbiamo più la libertà di vagabondare a nostro piacimento a caccia d’arte, o di inerpicarci su scoscesi pendii.
Ci spiegano che la vacanza deve essere su misura dei bambini.
Ci suggeriscono gonfiabili, parchi divertimento, parchi avventura, rilassanti vacanze in villaggio con il mini club. Cercano di sopprimere, o quantomeno ammosciare, le nostre reali aspirazioni. Ma non ci riescono!
Ostinati perseveriamo con i nostri trekking urbani e montani. Indossando improbabili equipaggiamenti tecnici, consoni alla missione, arranchiamo verso ripidi pendii con la dolce zavorra sulle spalle, o trasciniamo passeggini su e giù per le città.
Temerari, ci azzardiamo ad entrare anche in museo, e con la falsa modestia di chi ce l’ha fatta, gongoliamo ad ogni sguardo d’ammirazione dei passanti.
Nel peggiore dei casi, come ad esempio il risveglio improvviso con urla demoniache, siamo lesti con ciucciotti naturali o artificiali a rabbonire il nostro pargoletto.

Babytrekking sulle Dolomiti.

Qualche altro anno dopo

I figli crescono, quanto basta a impuntarsi e a funestare la nostra vacanza, trasformandola in un girone dantesco.
L’ammirazione negli occhi dei passanti si trasforma in commiserazione. I nostri bambini riottosi, refrattari ai musei, seminano il panico ovunque passino.
La pacchia è finita: non si può più tirare fuori la tetta per zittire la belva piccola, (però funziona con il marito, la belva grande). Al massimo, da genitori degeneri quali siamo, possiamo offrire la sua estensione, il tablet!
Ma se leggete questo blog siete concordi con me che la sedazione tecnologica è davvero l’ultima spiaggia.
O comunque il premio finale per averci accompagnato (senza sbuffi) nelle nostre peregrinazioni.

Buone notizie per genitori in viaggio

Come riuscire a godersi la passeggiata quando uno o più bricconcelli ci martella con le solite frasi “Sono stanco, sono stufo, mi annoio, ho fame” e dobbiamo trascinarlo come un peso morto?
Genitori di tutto il mondo unitevi! È finita l’era dei piccoli dittatori! Qualsiasi viaggio può essere un’esperienza a misura di bambino… e genitori! La buona notizia infatti è che le esigenze dei nostri figli possono e devono essere compatibili con le nostre.
In questo blog cercherò di raccontare le mie personalissime strategie per affrontare qualsiasi scarpinata a caccia di chiese, piazze, borghi nascosti a cuor leggero, e accompagnati da figli consenzienti e quasi sorridenti.
In realtà… a volte va bene e a volte va male. L’importante è crederci e instillare nei nostri figli qualcosa di molto importante: l’amore per il Bello. Ancora non lo apprezzano? Lo apprezzeranno in futuro.

Leggi anche l’articolo “Trucchi e strategie per viaggi (nell’arte) con i bambini“.

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