Cappella Sansevero Napoli digitale accessibile

La Cappella Sansevero a Napoli si fa digitale e più accessibile

Il Museo Cappella Sansevero a Napoli lancia una nuova era per la fruizione del suo straordinario patrimonio artistico e intellettuale. Dal 18 settembre, il pubblico può esplorare online il primo catalogo digitale completo delle opere della Cappella.

La Cappella Sansevero in breve

La Cappella Sansevero, situata nel cuore di Napoli, è uno dei tesori artistici più affascinanti d’Italia. Celebre per le sue straordinarie sculture barocche, come il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, e per gli eleganti marmi di Antonio Corradini, la Cappella è anche un simbolo dell’ingegno e della curiosità di Raimondo di Sangro, principe di Sansevero. Tra arte, scienza e simbolismo, le sue sale raccontano la storia del Seicento e del Settecento napoletano, offrendo un’esperienza unica tra bellezza, mistero e meraviglia.

Il primo catalogo digitale italiano per riscoprire Raimondo di Sangro

Il progetto, coordinato dal professor Gianluca Forgione e realizzato con la collaborazione di un gruppo di studiosi esperti del Seicento e del Settecento meridionale, rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di valorizzazione scientifica e tecnologica del museo.

Il catalogo digitale adotta Quire, piattaforma open-source sviluppata dal Getty e già diffusa nei principali musei internazionali. La Cappella Sansevero è il primo museo in Italia a utilizzarla, grazie alla partnership con Haltadefinizione, tech company del Gruppo Panini Cultura, che ha curato anche la campagna fotografica in gigapixel delle opere e le riprese a 360° degli ambienti museali.

La nuova piattaforma offre una navigazione intuitiva, integra immagini ad altissima risoluzione e permette di consultare i testi in formato modulare e aggiornabile.

Il sistema Coosmo, sviluppato da Haltadefinizione, garantisce la conservazione digitale delle immagini e dei testi, assicurando continuità e trasparenza nel processo di aggiornamento.

Il catalogo raccoglie 31 schede-saggio che mettono in luce documenti inediti e nuove attribuzioni, tra cui il monumento a Paolo di Sangro e l’Amor divino, oggi assegnati a Michelangelo Naccherino, precedentemente attribuiti a Francesco Queirolo.

Grazie all’Archivio Storico Diocesano di Napoli, è stato possibile ricostruire la fase seicentesca della Cappella e analizzare le trasformazioni introdotte da Raimondo di Sangro dopo la sua formazione al Collegio Romano tra il 1720 e il 1730.

Il catalogo digitale non è solo uno strumento di ricerca: apre il museo a un pubblico più vasto, rendendo accessibili conoscenze finora riservate agli studiosi e creando un ponte tra patrimonio fisico e digitale.

È possibile accedere al catalogo digitale sul sito ufficiale  www.museosansevero.it, direttamente dal menu principale. 

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