Parco Foreste Casentinesi foliage autunno cervi

Al Parco delle Foreste Casentinesi con i bambini: tra natura, ecologia e scienza

Da local, vi racconto il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, le attività da fare con i bambini, le passeggiate e i luoghi da non perdere durante la vostra visita.

Siete pronti ad abitare le stanze della Natura?
A scivolare leggeri nei boschi, a spiare creature selvatiche che si aggirano schive fra antichissimi alberi? Circondati solo dal soffio del vento nelle foglie, dai cigolii del legno?
Siete pronti a respirare e abbandonarvi a una gioia lenta, come un viottolo che si perde nel bosco. A una serenità lieve e persistente, alla semplice gioia di esserci e sentire sulle guance i raggi di un sole invernale, o udire il lieve crepitio delle foreste. A lasciarvi stupire dalla luce che filtra sinuosa tra gli alberi, dallo splendore del sole nelle radure, dai colori biondi dell’autunno?

Siete pronti a tornare bambini?

Foreste Casentinesi con bambini

La mia storia d’amore col Parco

Prima ancora che il Parco fosse parco, sono stata bambina e poi fanciulla tra boschi e campi, sentieri e torrenti, eremi e borghi di queste terre casentinesi.
Ogni mattina, per andare a scuola, percorrevo un chilometro di strada sterrata, immersa nella sua natura incontaminata: incontri ravvicinati con cervi, daini e cinghiali erano all’ordine del giorno.
Voci di paese raccontavano del ritorno del lupo, e qualcuno, con un filo di voce e gli occhi ancora colmi di stupore, lo descrivevano come un essere schivo, dallo sguardo penetrante e malinconico.

Il Parco delle Foreste Casentinesi in breve

Oggi il Parco protegge tutte queste creature e offre innumerevoli possibilità di escursioni e trekking in tutte le stagioni. Adulti e bambini potranno trovare una dimensione unica, una serenità atavica e il piacere di avventurarsi in un territorio variegato: dalle foreste secolari, a crinali con viste spettacolari, da antichi eremi come La Verna e Camaldoli, al Lago di Ridracoli, dove ingegneria e natura si abbracciano diventando volano di un turismo slow ed esperienziale.

Gli animali del Parco

Il Parco delle Foreste Casentinesi ospita molte specie di ungulati, tra cui il cervo, il daino, il capriolo, il muflone e il loro più importante predatore, il lupo.
Ricca anche l’avifauna, con circa un centinaio di specie nidificanti, tra cui splendidi rapaci come l’aquila e il gufo reale. Dodici specie di anfibi, undici di rettili e alcune specie ittiche (in prevalenza salmonidi) completano la lista dei vertebrati. Ma ci sono esseri meno appariscenti e meno popolari, eppure fondamentali per la biodiversità. Ad esempio, la Formica pratensis, un tempo diffusa in Appennino ed oggi ridotta a poche e isolate popolazioni, importante equilibratore ambientale, utile nella lotta biologica contro insetti infestanti, nocivi per le foreste.

Foreste Casentinesi nella “Green list”

Un motivo c’è, se il Parco delle Foreste Casentinesi rientra (assieme a soli altri due in Italia) nella “Green list” dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (IUCN). Si tratta della massima certificazione ambientale per le aree protette al mondo. Il Parco è infatti l’esempio virtuoso di come preservare e al tempo stesso valorizzare e promuovere un territorio: il valore ecologico, culturale ed estetico, diventa anche forza trainante per le economie locali.

Il Parco delle Foreste Casentinesi in numeri

Istituito il 12 luglio 1993, con la denominazione Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna”, ha una superficie di 36.843 ettari, ripartiti in 4 zone a tutela differenziata. L’area protetta è compresa fra due regioni, l’Emilia-Romagna e la Toscana, nelle province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze.

Sasso Fratino, la Riserva integrale, patrimonio UNESCO

C’è un luogo del parco inviolabile, una cattedrale naturale dove non potrete avventurarvi: è Sasso Fratino, la prima riserva naturale integrale in Italia, istituita nel 1959. In questo lembo di terra, la salvaguardia della foresta è concepita come totale assenza di intervento umano. Le piante si riproducono, e quando muoiono vengono lasciate a terra, dove i microorganismi si occupano della loro degradazione.
Le indagini dendroecologiche attestano che qui vivono faggi fino a cinque secoli di età. Un santuario naturale da preservare per le generazioni future.

Cosa fare al Parco delle Foreste Casentinesi?

Quanti percorsi che, come una memoria incisa sul suolo, come una traccia solidale tra uomini, collegano spazio e tempo!
Una rete di ben seicento chilometri tra sentieri, mulattiere e strade forestali, offre infatti possibilità di escursioni e trekking illimitati.
Volete la lentezza, come antichi pellegrini, per sentirvi davvero parte del tutto? Percorrete le antiche foreste a piedi.
Sognate brio e adrenalina in un contesto spettacolare? Inforcate la bici e pedalate!

A piedi, passeggiate facili

Nel Parco delle Foreste Casentinesi sono ben nove i “Sentieri Natura”, percorsi agevoli adatti anche a famiglie con bambini piccoli, lungo i quali troverete anche pannelli illustrativi per conoscere la fauna, la flora e la geologia del parco. Camminare nel bosco è indubbiamente il modo più naturale e antico di conoscerlo e scoprirlo. In silenzio, con passo lesto e occhio vigile, potrete avvistare i suoi riservati abitanti.
Immergendosi tra i multiformi suoni della foresta, imparate a riconoscere il verso del picchio, il cinguettio dell’usignolo, o il bramito del cervo. Una sollecitazione dei sensi, da educare in questo paradiso, alla bellezza.

Parco Foreste Casentinesi passeggiate con bambini
Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Versante romagnolo.

In bici, trail divertenti

Salite in sella, che sia MTB o e-bike con pedalata assistita, per scoprire pedalando gli splendidi trail che attraversano il parco.
Che voi siate super sportivi o semplici amatori, soli, coppie o famiglie con bambini, troverete nel Parco Nazionale percorsi adatti a vari livelli di allenamento.
Potrete raggiungere spettacolari crinali, dove l’occhio plana sugli infiniti orizzonti che mutano, stagione dopo stagione; pedalare nelle vaste faggete e abetine, perfettamente immersi nella wildness, o ripercorrere la vecchia ferrovia dismessa della Lama. Ben venti itinerari con traccia gps vi condurranno in sicurezza alla scoperta del Parco.
Possibilità di noleggio, trasporto ed organizzazione tour in ebike.

Luoghi speciali del Parco da visitare con bambini e ragazzi

Camminare senza meta nel parco è un’esperienza mistica che consiglio. Senza compiti, senza il vincolo di dover vedere qualcosa in particolare, solo abitandolo, annusandolo, passo dopo passo, magari in silenzio, per carpirne i messaggi soffusi. Ma voglio comunque segnalare alcuni luoghi speciali, specialmente se viaggiate con bambini e ragazzi.

Il lago e la diga di Ridragoli

Il Lago di Ridragoli è un bacino d’acqua, creato artificialmente con lo sbarramento del Fiume Bidente e del Rio Celluzze. Dagli anni Ottanta fornisce acqua ad oltre un milione di persone della Riviera Romagnola e della pianura delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.
L’invaso, che si estende per quasi cinque chilometri all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna, è diventato in questi ultimi anni un’importante attrazione turistica, per i bellissimi trekking bordo lago, per la possibilità di effettuare tour in canoa ma anche una semplice gita in battello elettrico, alla scoperta degli scorci più suggestivi e nascosti.
La diga ha sì modificato il paesaggio circostante, ma è stata approntata in modo tale da garantire un perfetto adattamento ambientale e la genesi di ecosistemi preziosi e delicati.

La visita alla diga fino al Rifugio Ca’ di Sopra

Dopo aver parcheggiato, alla biglietteria o poco prima della diga, quando ci sono ancora posti disponibili, vi troverete a passeggiare proprio sopra la mastodontica costruzione.
La realizzazione della diga di Ridracoli ha richiesto ben sette anni di lavoro; si tratta di una diga ad arco-gravità: la sua struttura contrasta la spinta dell’acqua grazie alla sua forma ad arco e al suo peso. Raggiunge 103,5 metri di altezza ed è larga tra i 10 e i 36 metri per una lunghezza di 432 metri totali.
Per uno spettacolo ancora più suggestivo percorretela a fine inverno o inizio primavera, per vederla addirittura tracimare.

Dalla diga raggiungete il rifugio Ca’ di Sopra (cinque chilometri andata e ritorno) per una visuale su tutto il bacino, un probabile incontro con daini curiosi e perché no, un pranzo da leccarsi i baffi.
Da metà marzo fino a inizio settembre potrete anche navigare le acque cerulee del lago, a bordo di un comodo e silenzioso battello elettrico o, per i più sportivi, meno comode canoe.
Anche qui potrete noleggiare le e-bike per rendere la vostra esperienza ancora più esaltante.

IDRO: l’Ecomuseo delle Acque di Ridracoli

Con lo stesso biglietto di ingresso alla diga visitate IDRO, un museo piccolo ma coinvolgente per bambini e ragazzi.
L’ecomuseo, infatti, oltre alla sezione naturalistica dedicata agli animali del parco, con esemplari tassidermizzati, si avvale di postazioni interattive (bellissimo il modellino che mostra il funzionamento della diga) exibit di fisica, maxischermi con touch screen e un visore per la realtà aumentata che vi porterà in volo a bordo di un drone sopra il lago.

Parco Foreste Casentinesi Ridracoli IDRO con bambini
Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna: IDRO, Ecomuseo delle Acque di Ridracoli.

La grotta urlante di Premilcuore

C’è stato un tempo in cui nessuno, o quasi, conosceva la Grotta Urlante di Premilcuore.
Poi sono arrivati i social, google maps, i travel blogger (maledetti noi!) e addirittura il prestigioso quotidiano inglese Financial Times, che ha inserito questo paradiso nella lista dei migliori luoghi selvaggi dove fare il bagno in Italia. Le splendide pozze, uscendo dall’anonimato, diventando attrazione di massa, hanno perso quel candore, quella sacralità di paradiso terrestre, per trasformarsi d’estate in piscinette affollate.
Un consiglio quindi, per chi vuole catturarne la vera essenza, è di arrivare in autunno o in primavera, mentre d’estate, per un bagno refrigerante, camminate nel parco e andate a caccia della vostra personalissima e deserta postazione.

La cascata dell’Acquacheta

Suggestivo angolo di paradiso terrestre, celebrato anche dai versi della Divina Commedia, è la cascata dell’Acquacheta, con il suo scenografico salto di settanta metri. Partendo da San Benedetto in Alpe seguite il percorso CAI 407. La passeggiata è adatta a tutti, fattibile anche ad anello.

Camaldoli e il suo splendido 400enne

Immerso nella quiete della foresta, l’Eremo di Camaldoli è una piccola isola nascosta, ma aperta ai visitatori. Potrete infatti accedere alla cella del fondatore, San Romualdo, e alla Chiesa.
Fin dall’inizio della sua plurisecolare storia (fu consacrato nel 1027) Camaldoli divenne un modello di gestione della foresta. Custodi del patrimonio forestale, i monaci si adoperarono da sempre nella conservazione e nell’arricchimento della foresta, come risorsa economica ma anche come atto d’amore verso la natura e il suo Creatore.
Abbandonate la vostra quotidiana ruminazione mentale per un sano forest bathing tra verdi giganti e verdi bambini, in una connessione con la Natura dagli effetti terapeutici.
Facilmente raggiungibile il Castagno Miraglia, un castagno monumentale di quattrocento e passa anni.

La Verna e il Monte Penna

Sulla nuda Falesia del Precipizio, è abbarbicato il Santuario della Verna, fondato da San Francesco a inizio Duecento. Costruito nella parte meridionale del Monte Penna, luogo ideale per la meditazione e la preghiera, il santuario è circondato da patriarchi ultracentenari: faggi, castagni, abeti custodiscono la solitudine e il silenzio dei monaci, ma anche pregevoli opere d’arte.

Arezzo La Verna in autumn
Arezzo, Santuario della Verna. La foto è di Carlo Gabrielli.

Per un approfondimento sulla Verna e su altre destinazioni vicine da non perdere è online anche Casentino selvaggio: cosa vedere e cosa fare con i bambini

Le avventure di Leo per scoprire le bellezze del Parco con i bambini

Sul sito del Parco è disponibile una simpatica webserie per bambini, con protagonista un giovanissimo lupo, Leo, che si allontana dal branco per diventare esploratore. Durante il viaggio si incontrerà nuovi amici e scoprirà le meraviglie del Parco.

Quando visitare il Parco delle Foreste Casentinesi

Il Parco è incantevole in tutte le stagioni. In primavera, quando la foresta si risveglia con tutta la sua prorompente energia, in estate, per cercare refrigerio dal caldo tra gli alberi o nei suoi ruscelli, in inverno per passeggiate con le ciaspole sulla neve freschissima, a caccia di orme, ma soprattutto in autunno.

Foliage d’autunno al Parco delle Foreste Casentinesi

Qui va in scena, infatti, uno dei fall foliage più spettacolari d’Europa: alberi e sottobosco si accendono di incredibili nuance dall’arancione al giallo, dal rosso al porpora. Una tavolozza di colori variegata e vibrante, che muta giorno dopo giorno.
Per chi desidera immergersi nella poesia degli scenari autunnali, il Parco organizza ogni anno l’evento Autunno Slow, alla scoperta dei colori della foresta attraverso escursioni, passeggiate, laboratori, convegni, sagre e altre iniziative coinvolgenti per famiglie con bambini e ragazzi.

Per altre ispirazioni casentinesi, leggi anche Casentino: passeggiate con i bambini nella natura

Un caloroso grazie a Carlo Gabrielli per la bellissima foto di copertina e le altre nell’articolo. 

Commenti su “Al Parco delle Foreste Casentinesi con i bambini: tra natura, ecologia e scienza

  • Questo luogo è assolutamente splendido e secondo me in questo periodo è perfetto per essere visitato dato che si può stare ancora all’aperto e le giornate sono abbastanza lunghe. Grazie dello spunto.

  • Io e mio marito siamo stati nel Casentino alcuni anni fa per un nostro anniversario, ma ci siamo concentrati sui bei borghi che ci sono in zona. Mi piacerebbe tornarci per percorrere alcuni di questi sentieri perchè amo l’autunno e la natura incontaminata. Grazie delle idee!

  • Hai raccontato con dovizia di particolari un luogo che non sono mai riuscita a visitare (ancora) ma che ho avuto modo di conoscere durante i miei studi: il Prof. Pavan, mio docente di bioacustica, studia le Foreste Casentinesi da tantissimo tempo e si occupa di rilevazioni bioacustiche proprio a Sasso Fratino!

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