Isola delle meraviglie per i bambini e paradiso di sabbia finissima per i grandi, dove perdere la cognizione del tempo: eppure, la Sardegna sa essere molto più di una semplice vacanza al mare.
È davvero possibile scoprire questa terra magica oltre gli stereotipi? La risposta è sì. L’isola custodisce storie, tradizioni millenarie e ambienti complessi. Accanto alle sue coste leggendarie, che attirano quasi tutte le attenzioni, c’è un entroterra poco noto e commovente, fatto di contrasti e bellezza selvaggia.
Fare le vacanze in Sardegna con la famiglia può diventare l’occasione perfetta per esplorare anche i suoi lati meno appariscenti. In questa guida aggiornata vi racconteremo proprio questo: l’equilibrio perfetto tra spiagge color borotalco e avventure nell’entroterra.
Alla fine della lettura, sarete pronti a scegliere dove andare in Sardegna con i bambini. Siete pronti a seguire il cuore?
Sommario
Dove andare in Sardegna con la famiglia? Le spiagge più belle con i bambini
Il segreto delle spiagge più belle risiederebbe, secondo alcuni ricercatori britannici, in una formula matematica! La purezza della sabbia, il colore del mare, la bellezza del panorama: l’equipe è riuscita a sintetizzare queste ed altre 25 variabili, in una formula che promette di individuare le spiagge più belle del mondo. E ovviamente tra queste ci sono quelle della Sardegna!
Il mare dell’isola è quasi sempre il motivo principale che spinge a organizzare un viaggio qui. Ma dove andare al mare in Sardegna con la famiglia per essere sicuri di trovare acque calme, fondali sicuri e i comfort necessari per chi viaggia con i figli?
La costa sarda offre scenari incredibilmente diversi. Se il Nord e la Gallura incantano con le loro calette incorniciate dal granito rosa e sabbia finissima (come la famosa Sciumara), l’Ovest e il Sud regalano spazi più selvaggi, dune spettacolari a Piscinas e perle dall’acqua caraibica come Punta Molentis o la splendida Cala Domestica.
Trovare il lido perfetto, specialmente se viaggiate con neonati o passeggini, richiede però un po’ di pianificazione: bisogna sapere in anticipo dove l’acqua degrada dolcemente, dove sono presenti stabilimenti e quali baie sono invece raggiungibili solo con un trekking impegnativo.
Il consiglio di Divertiviaggio: Per non rischiare brutte sorprese e scegliere la meta perfetta per i vostri tuffi, abbiamo selezionato e recensito le migliori baie dell’isola, con dettagli pratici su parcheggi, servizi e accessibilità. Leggi la nostra guida aggiornata al 2026: Sardegna: le spiagge più belle dove andare con bambini piccoli
Cosa fare in Sardegna in famiglia? Passeggiate facili e trekking
C’è chi si chiede cosa vedere in Sardegna oltre alle sue splendide spiagge. Se fate parte della community di DivertiViaggio, probabilmente anche voi amate esplorare, in punta di piedi e con profondo rispetto per la natura, l’anima più autentica, selvaggia e meno turistica dell’isola.
La Sardegna sa come stupire i piccoli esploratori: potrete immergervi nei paesaggi mozzafiato dell’Altopiano del Golgo, viaggiare nel tempo nel ventre delle miniere dismesse del Sulcis Iglesiente, o salire a bordo dello storico Trenino Verde che da più di 130 anni attraversa l’entroterra a passo lento. E per un pizzico di magia in più? Potete persino avvistare i delfini insieme ai biologi marini!
Ecco le migliori passeggiate facili, trekking ed escursioni in Sardegna da fare in famiglia, nell’entroterra o con una spettacolare vista sul mare.
Trekking sull’Altopiano del Golgo con i bambini
Ricco di sentieri, testimonianze storiche e grotte, l’Altopiano del Golgo è un territorio selvaggio a poca distanza da Baunei, perfetto per chi cerca panorami da cartolina.
Camminando nella lussureggiante macchia mediterranea, vi capiterà spesso di incontrare mucche, asinelli e maialini allo stato brado. Prestate attenzione a questi simpatici birbanti: sono espertissimi nel tentare di scipparvi lo zaino a caccia di qualcosa di commestibile!
Il punto di partenza ideale per l’esplorazione è la piccola chiesetta di San Pietro, un edificio bianco e suggestivo che sembra uscito da un film western. Da qui si snoda la rete di sentieri che porta ad alcune delle cale più famose dell’Ogliastra (come Cala Goloritzé, Cala Sisine e Cala Mariolu) e al celebre Selvaggio Blu, il trekking più esaltante della Sardegna.
Il consiglio di Divertiviaggio: Il Selvaggio Blu completo è un percorso estremo, ma esistono versioni “Light” adatte anche alle famiglie con bambini grandi e adolescenti abituati a camminare. Per viverlo in totale sicurezza, vi consigliamo di affidarvi alle guide della Cooperativa Goloritzé, che organizzano escursioni meravigliose anche con il supporto di fuoristrada.
Se invece cercate qualcosa di più semplice e a portata di tutti, non perdetevi la grande scultura naturale a forma di volto umano impressa sulle pareti di roccia di Genna S’Armentu. Infine, per lasciare i bambini a bocca aperta, fate tappa a Su Sterru: una delle voragini carsiche a campata unica più profonde d’Europa, che scende nel cuore della terra per ben 270 metri!

Escursioni al Parco della Giara
La Giara è un complesso di altipiani basaltici di origine vulcanica, nella parte centrale della Sardegna. Dal 1995 è riconosciuta come area SIC (Sito di Interesse Comunitario).
Nel Parco della Giara potrete osservare con i vostri bambini i Cavallini della Giara, gli ultimi cavalli selvaggi in Europa, la cui origine è misteriosa. Non avendo infatti i paleontologi mai trovato in Sardegna fossili di equini, si teorizza che il cavallino fu introdotto nel periodo nuragico o nel periodo punico.
Ma, oltre a questi splendidi animali, la Giara è popolata da cinghiali, volpi, martore, ricci, conigli, lepri, gatti selvatici e tanti tipi di uccelli.
Potrete esplorare il Parco in autonomia, o su prenotazione, affidarvi alle visite guidate.

Alla scoperta delle miniere del Sulcis Iglesiente
Tra ruderi di antichi villaggi, gallerie minerarie dismesse e binari arrugginiti, la Sardegna mostra un volto inedito, quello selvaggio e incontaminato che resiste all’avanzare del cemento.
La Sardegna vanta un ricco patrimonio minerario, con oltre 467 miniere sparse per tutto il territorio. Tra queste, alcune si distinguono per il loro particolare fascino e per essere state convertite in obiettivi turistici. Importanti progetti di recupero, valorizzazione e fruizione dei siti minerari hanno offerto alle comunità locali una opportunità di crescita culturale e di recupero della memoria storica.
Questi progetti hanno anche avviato un processo di destagionalizzazione e diversificazione dell’offerta, con proposte di turismo sostenibile.
La miniera di Montevecchio, a Guspini, è stata una delle miniere più importanti d’Italia, estrattrice di piombo e zinco.
La miniera di Su Zurfuru, a Fluminimaggiore, è stata una miniera di fluorite. Entrambe nella Provincia del Sud Sardegna, sono oggi aree archeologiche minerarie visitabili, per scoprire assieme ai bambini i processi di estrazione e lavorazione dei minerali.
A Bugerru non perdetevi, all’interno della miniera di Pranu Sartu, la Galleria Henry, visitabile con un trenino. L’opera si snoda come un tortuoso labirinto tra le viscere della roccia, frutto dell’ingegno umano che nel lontano 1892 ideò l’impiego di una locomotiva a vapore. Questo sistema rivoluzionario sostituì i lenti trasporti con i muli.

Il Cammino Minerario di Santa Barbara
Dove un tempo sbuffavano i fumi delle miniere, oggi risuonano i passi dei viaggiatori lenti. Il Cammino Minerario di Santa Barbara è una rete di sentieri lunga 500 chilometri, che si snoda tra le suggestive lande del Sulcis Iglesiente Guspinese, in Sardegna. Attraverso 30 tappe, il Cammino conduce alla scoperta di un territorio ricco di storia, cultura e bellezze paesaggistiche. Miniere dismesse, borghi fantasma e siti archeologici si alternano a spiagge incontaminate, macchia mediterranea e panorami mozzafiato.
Leggete questo approfondimento sulle miniere della Sardegna e i suoi villaggi minerari fantasma.
Esperienze uniche da fare in Sardegna con bambini
Se nella vostra idea di vacanza in Sardegna aleggia il desiderio di scoprire l’anima dell’isola, troverete un’infinità di esperienze uniche che renderanno il vostro viaggio con i bambini e ragazzi davvero speciale. Eccone alcune. Dal Trenino Verde a Progetto Natura Sardegna, fino ai borghi dove nel Sessantotto sono nati i primi murales.
Trenino Verde di Sardegna
A bordo di uno speciale trenino a scartamento ridotto, vi troverete immersi nei paesaggi più selvaggi e incontaminati della Sardegna. Un viaggio lento vi condurrà nel cuore autentico dell’isola, attraverso suggestive gole, verdi vallate e borghi poco turistici.
Il Trenino Verde propone cinque itinerari che attraversano le zone più suggestive della Sardegna, in 437chilometri.
La tratta più famosa di 62 chilometri parte della stazione di Arbatax, fra le barche di pescatori, e attraversa paesaggi sorprendenti e borghi fascinosi. Avanzando verso il Gennargentu tocca Tortolì, Elini e Lanusei, passando poi vicino al Lago Alto del Flumendosa. All’arrivo a Gairo Taquisara, potrete visitare i villaggi fantasma di Osini Vecchio e di Gairo Vecchio, abbandonati dal 1951 a causa di una terribile alluvione.

Progetto Natura, per avvistare delfini (Alghero)
Non semplici escursioni per avvistare delfini, ma un vero progetto scientifico realizzato da biologi marini e guide ambientali certificate: Progetto Natura è infatti la prima azienda di dolphin watching scientifico in Sardegna.
Durante la navigazione, ricercatori e guide vi racconteranno abitudini e curiosità su questi meravigliosi mammiferi marini, permettendovi di osservarli, una volta avvistati, rispettosamente e consapevolmente.
Durante l’avvistamento, potrete anche ascoltare i suoni prodotti per comunicare, grazie all’idrofono presente a bordo e alle conoscenze delle guide.
L’escursione si conclude con un’appagante esperienza di snorkeling assieme ai biologi marini.

Parco Aymerich di Laconi (Oristano)
Un paradiso per piccoli botanici, il Parco Aymerich di Laconi.
L’artefice di questa preziosa e inusuale riserva naturale fu don Ignazio Aymerich Ripoll, appassionato di botanica, che importò piante rare a partire da metà XIX secolo, in ogni suo viaggio fuori dall’Isola.
Dopo la passeggiata nel parco, visitate anche l’ottocentesco palazzo Aymerich, sede del museo della statuaria preistorica in Sardegna.
Qui è esposta la più ampia e collezione di menhir della Sardegna, rinvenuti nelle necropoli pre-nuragiche megalitiche del Sarcidano.
Passione murales e street art? Non solo San Sperate e Orgosolo!
Se la street art è una passione di famiglia, in Sardegna vi aspettano molti borghi che grazie ai murales hanno incentivato nuovi turismi sostenibili.
Tutto ebbe inizio nel 1968, anno di grande fermento politico-culturale e di rivoluzioni. Proprio in questo contesto, Pinuccio Sciola, artista sardo di fama internazionale, diede vita a uno dei primi esempi di street art in Italia, coprendo di calce i muri in ladiri (mattoni d’argilla cruda e paglia) di San Sperate. Arrivarono poi colori e disegni. Nacquero così i primi murales, mezzo espressivo potente e democratico, capace di raccontare storie, denunciare ingiustizie e celebrare la bellezza.
Sciola, con la sua opera, non solo diede vita a un capolavoro artistico, ma anche a un vero e proprio movimento culturale. Mosso da un profondo amore per la sua terra e da un forte senso di identità nazionale, l’artista puntò alla riscoperta del patrimonio culturale e alla salvaguardia del mondo rurale.
Nel tempo San Sperate divenne un modello da seguire per altri paesi della Sardegna, come ad Orgosolo. Qui le opere d’arte trattano tematiche legate alla disoccupazione, all’emigrazione, alle rivendicazioni sociali.
Dagli anni Duemila nuovi progetti di street art diventano strumenti per riqualificare borghi e incentivare nuovi turismi sostenibili.
Nelle città e nei piccoli centri urbani dell’Isola il panorama è eterogeneo: da San Gavino Monreale, dove, grazie alla mappa con le opere geolocalizzate, potrete anche dedicarvi a una divertente caccia al murales, a Macomer, fino ad Ottana, con murales legati alla radicata tradizione carnevalesca.

Cosa vedere con i bambini in Sardegna? Siti archeologici e musei
La Sardegna, terra di storia e tradizioni millenarie, offre un’occasione unica per unire divertimento e cultura: un viaggio alla scoperta dei suoi affascinanti siti archeologici e musei insieme ai bambini.
Porto Torres e il suo parco archeologico, con il kit per bambini
Nell’estremo nord-ovest della Sardegna, sorge una delle testimonianze più intatte, caratteristiche e affascinanti della sua epoca romana: l’antica città di Turris Libisonis, oggi Porto Torres, trasformata in un parco archeologico e museo a cielo aperto.
Le vestigia più eloquenti del glorioso passato della città si ammirano nell’Antiquarium Turritano, dove sono custoditi reperti archeologici di grande valore, e nell’area archeologica, che conserva i resti dell’insediamento romano.
Passeggiando tra le rovine, potrete ammirare le lussuose domus decorate con mosaici policromi, le grandi terme pubbliche e private, e le imponenti opere di ingegneria romana, come il Ponte romano, il più grande della Sardegna antica.
In collaborazione con la rivista Focus Junior, il museo ha partecipato al progetto a carattere nazionale “Scopri il tuo museo“, con realizzazione di un piccolo kit per bambini da scaricare e completare.
Terme Romane di Fordongianus (Oristano)
Nel piccolo paese di Fordongianus, situato nell’area oristanese, si trova uno dei siti archeologici romani più importanti della Sardegna: uno stabilimento termale voluto dall’Imperatore Traiano. Queste terme, in buono stato di conservazione, sfruttavano le acque termali. La peculiarità del sito è che l ‘acqua termale ancora oggi esce a 54 gradi dai condotti, riempendo le antiche piscine.

Area archeologica di Su Nuraxi (Sud Sardegna)
Nel cuore della Sardegna, immerso in un paesaggio rurale di rara bellezza, sorge il Nuraghe Su Nuraxi Barumini. Più che un semplice sito archeologico, questo complesso monumentale rappresenta un vero e proprio portale verso le origini della civiltà nuragica.
Fu Giovanni Lilliu, illustre studioso sardo, a riportare alla luce il significato del Nuraghe Su Nuraxi Barumini. All’inizio del Novecento, Lilliu intraprese un’opera pionieristica di scavo e analisi, svelando al mondo la complessità e l’ingegno di queste costruzioni megalitiche. Grazie al suo lavoro, nacque il concetto di “civiltà nuragica”, una cultura unica che prosperò in Sardegna tra il Bronzo Medio e la fine dell’Età del Ferro (1900-800 a.C.).
Il Nuraghe Su Nuraxi Barumini, con i suoi 19 metri di altezza e le sue intricate ramificazioni di camere e corridoi, rappresenta l’esempio più emblematico dell’architettura nuragica. Il nuraghe, che significa “mucchio di pietre” e “cavità”, ed indica genericamente un’architettura militare con mura turrite, non era però solo una fortezza, ma un centro pulsante di vita. Qui si svolgevano attività agricole, commerciali e religiose. Un microcosmo perfettamente organizzato, che testimonia l’abilità costruttiva e l’organizzazione sociale di questo popolo antico.
Parco Archeologico di Arzachena: Tomba di Giganti di Coddu ‘Ecchju
A due passi dalla Costa Smeralda, si erge la Tomba dei Giganti di Coddu ‘Ecchju. Costruita tra il 1800 e il 1600 a.C., questa tomba a galleria rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura funeraria nuragica, ancora oggi conservata in modo eccellente.
La tomba si presenta come un’esedra, ovvero una struttura a forma di semicerchio, composta da quattordici stele granitiche. La stele centrale, di quattro metri, è la più alta tra quelle conosciute in Sardegna. All’interno si sviluppa un lungo corridoio funerario, che poteva ospitare fino a 150 corpi.
I defunti venivano deposti all’interno del corridoio, senza apparenti distinzioni di sesso, età o classe sociale. L’inumazione avveniva, con molta probabilità, dall’alto, calando i corpi attraverso un’apertura nel tetto, che veniva poi richiusa con una delle lastre di copertura.
All’interno del Parco Archeologico di Arzachena sono presenti altri siti millenari: la Necropoli Li Muri, con i suoi caratteristici sepolcri a forma circolare, il Nuraghe Albucciu, la Tomba Moru, il complesso nuragico di Malchittu con il suo tempietto, la tomba dei Giganti “Li Lolghi”, il Nuraghe La Prisgiona.
Storia e geomorfologia del territorio sono ben raccontati nel Museo civico Michele Ruzittu.
La promozione turistica del Comune di Arzachena organizza durante il periodo estivo un servizio di navette, che permette di raggiungere i vari siti archeologici e alcuni musei caratteristici del territorio. Si tratta della “Via delle Pietre”, che per tre giorni a settimana vi permetterà di toccare tre itinerari diversi, ognuno composto da due siti archeologici e un museo, con un biglietto cumulativo conveniente.

Pranu Muttedu: La Stonehenge Sarda
Dal Sud al Nord dell’isola, sulle tracce dei suggestivi segni della Sardegna preistorica: andate alla scoperta dei menhir, i grandi e misteriosi monoliti di pietra infilati nel terreno.
Un luogo particolarmente suggestivo è il Parco Archeologico di Pranu Muttedu, situato nella piccola località di Goni, nel Gerrei, a sud dell’isola. Qui, in un’area di 200.000 metri quadrati, svettano oltre 60 menhir, che raggiungono anche i 5 metri di altezza. Disposti in coppie, triadi, allineamenti o gruppi, questi monumenti evocano la celebre Stonehenge del Regno Unito, non a caso Pranu Muttedu è soprannominata la “Stonehenge sarda”.
Parco Museo etnografico S’Abba Frisca (Nuoro)
Un’oasi di natura ed etnografia immersa in uno splendido contesto paesaggistico vi attende con i bambini, a pochi chilometri da Dorgali e Cala Gonone, al Parco Museo S’Abba Frisca.
L’elemento dominante è l’acqua: la sorgente S’Abba Frisca, da cui il parco prende il nome, alimenta fontane, cascate, zampilli e un laghetto cristallino.
Nel cuore del parco, la vecchia azienda agricola è stata ristrutturata e riattata: oggi ospita il museo etnografico più grande della Sardegna. Siete pronti in famiglia ad affrontare un viaggio tra il XVII secolo e l’inizio del XX, per rivivere uno spaccato di vita rurale autentica?
Qui troverete anche una piccola fattoria, con animali domestici e selvatici (cavalli, un bardotto, asini albini dell’Asinara, pecore, pavoni, cinghiali e galline).
Inoltre, in estate, nelle date prestabilite o su prenotazione, potrete assistere alle dimostrazioni di arti e mestieri tradizionali del “Museo Vivente“. Tra le attività proposte, la cottura del pane carasau, la macinatura del grano, la lavorazione della filigrana e tante altre.

Biddas – Museo dei villaggi abbandonati della Sardegna (Sassari)
C’è un museo, a Sorso, in Sardegna, dove non esistono divieti: a Biddas – Museo dei villaggi abbandonati, i bambini potranno toccare i reperti come in nessun altro luogo.
Grazie al percorso dedicato esclusivamente a loro e alla simpatica mascotte Geridu, i più piccoli vengono introdotti al mondo dell’archeologia.
Il file rouge è quello dello spopolamento dei paesi sardi. Un fenomeno che la Sardegna ha conosciuto in epoche diverse, già dal Medioevo.
Museo delle Maschere Mediterranee (Nuoro)
Il Museo delle Maschere Mediterranee a Mamoidada custodisce una ricca collezione di maschere provenienti da tutto il Mediterraneo, offrendo un panorama unico sulla varietà di espressioni culturali di quest’area. Potrete ammirare le maschere tradizionali sarde, come quelle dei Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, ma anche maschere provenienti da Grecia, Turchia, Sicilia, Campania e molte altre regioni. Ogni maschera racconta una storia, un rituale, una credenza, svelandovi la ricchezza e la complessità del Mediterraneo.
Attenzione: il museo è oggetto di una radicale riqualificazione architettonica e museografica.

MIDI – Museo dell’Immagine e del Design Interattivo (Oristano)
Il Museo dell’Immagine e del Design Interattivo, è un’istituzione unica nel suo genere, nata a Norbello, nel cuore della Sardegna, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il fumetto in ogni sua forma.
Il MIDI rappresenta un vero e proprio tempio per grandi e piccini, amanti del fumetto. Il museo ospita una collezione permanente in continua crescita, che comprende opere di autori sardi, nazionali e internazionali. Rimarrete stupiti nello scoprire quanti artisti sardi, compresa Grazie Deledda, abbia iniziato la sua carriera su giornali a fumetti.
La chicca è il Parco del Fumetto, per immergersi nella storia del fumetto e nel fantastico mondo del grande Charles Schulz, attraverso pannelli e una pittura murale, inseriti all’interno di un percorso botanico.

Museo Archeologico di Cagliari
Il Museo archeologico nazionale di Cagliari è il più importante museo archeologico della Sardegna.
Con la sua vasta collezione di oltre 4000 reperti, il museo racconta un viaggio emozionante che si snoda attraverso quasi 7000 anni, dalla Preistoria all’Alto Medioevo.
Varcando la soglia del museo, vi troverete di fronte a un tesoro archeologico inestimabile, che comprende testimonianze tangibili delle diverse culture che hanno abitato l’isola nel corso dei secoli. Dalle figure ieratiche delle dee madri neolitiche alla maestosità dei bronzi nuragici, dai raffinati gioielli fenici e punici alla monumentale statuaria romana, ogni reperto racconta una storia affascinante.
I servizi educative organizzano spesso eventi ed attività per le famiglie: consultate il sito ufficiale per visualizzare il programma.
Il Museo dell’Arte Mineraria di Iglesias
Iglesias, cuore pulsante dell’attività mineraria sarda, ospita il Museo dell’Arte Mineraria, con una collezione unica di reperti, a testimonianza dell’ingegno e della fatica degli uomini che hanno lavorato nelle miniere sarde.
Potrete ammirare macchine d’epoca, come la perforatrice BBR 13 della Ingersoll-Rand del 1800, esplosivi, attrezzi per il trasporto del materiale e tanti altri oggetti che vi porteranno indietro nel tempo.
Per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, il museo propone visite guidate nelle gallerie sotterranee. Le aree, accuratamente controllate e messe in sicurezza, vi permetteranno di esplorare gli ambienti autentici delle miniere e di rivivere le atmosfere del duro lavoro dei minatori. Raccontate ai piccoli visitatori di come queste gallerie diventarono rifugio antiaereo negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale.
Oltre alle affascinanti testimonianze materiali, il Museo dell’Arte Mineraria dedica il nuovo allestimento multimediale della sala “I mattoni della Terra” alla formazione del paesaggio geografico dell’Iglesiente.
Nuragica, la nuova mostra immersiva a Cagliari
Nuragica non è solo un museo, è un’esperienza multimediale che vi trasporterà indietro nel tempo, alla scoperta dell’affascinante civiltà nuragica. Preparatevi a rivivere la storia di un popolo antico che, a partire da 3500 anni fa, ha plasmato il paesaggio della Sardegna con oltre 10.000 torri di pietra, i nuraghi.
Attraverso spettacolari ricostruzioni, installazioni immersive e l’esperienza di Realtà Virtuale Immersiva con Oculus Quest 2, Nuragica vi guiderà in un percorso emozionante alla scoperta dei segreti della civiltà nuragica.

Vacanza in Sardegna con i bambini: ineffabile bellezza
Siete pronti allora per la vostra prossima vacanza in Sardegna con bambini? Avete già scelto se conquistare calette selvagge, incastonate in set di rosee rocce granitiche, o appollaiarvi pigramente su un lettino di uno stabilimento balneare nella spiaggia più bianca dell’isola? Non rinunciate però ad una vacanza variegata con i bambini, per scoprire assieme a loro la cultura e le tradizioni sarde.
Ovunque voi andiate, ricordate che la Sardegna è meta ambita da milioni di viaggiatori ogni anno. Per godervi appieno la permanenza in questo paradiso terrestre, è fondamentale pianificare e prenotare con anticipo le esperienze che si desiderano vivere. Alcune spiagge sarde sono a numero chiuso ed accessibili solo su prenotazione.

Annalisa Spinosa dice:
Non siamo ancora mai stati in Sardegna e proprio quest’anno un’amica ci ha invitato a passare qualche giorno alla Maddalena. Ti dirò che non vedo l’ora di scoprire le meraviglie di questa zona, sperando solo che vista la stagione non sia molto caotica.
Teresa dice:
Cercate di evitare agosto!
Francesca dice:
Infinite possibilità per incontrare i gusti di ciascuno. A me piacerebbe mescolare varie esperienze, non solo spiagge e acqua cristallina ma darei spazio ad arte e cultura.
Eliana dice:
Hai scritto un vero e proprio compendio di luoghi eccezionali adatti ai bambini e non solo: hai spaziato dalle spiagge ai luoghi storici, dai borghi ai musei e di questo non posso che esserti grata! Mi hai dato degli spunti eccezionali!
Teresa dice:
Bene!
Mimì dice:
Un fantastico vademecum per tutti i viaggiatori, per fare una vacanza in Sardegna straordinaria, con o senza bambini! A parte le spiagge spettacolari, trovo molto interessanti i consigli che qui fornisci sui “piccoli musei” particolari che questo territorio riesce a fornire, oltre ai poco conosciuti siti Archeologici. Una vera vacanza a 360 gradi, 365 giorni all’anno!
Teresa dice:
Vero Mimì, la guida può essere utile per tutti i viaggiatori che vogliono scoprire, oltre alle magnifiche spiagge, anche i siti culturali e naturali!
libera dice:
Io ho visitato solo la costa meridionale della Sardegna al momento ma alla luce della mia esperienza posso confermare che le spiagge, spesso basse e sabbiose, sono perfette per i bambini che qui possono davvero divertirsi in libertà.
Federica dice:
La zona di Alghero e Capo Caccia mi è piaciuta molto.