Venezia Campo San Giovanni e Paolo

Una Venezia insolita (e autentica) da scoprire con i bambini

Per una volta, proviamo a lasciare alle spalle le tappe più affollate e a perderci nella Venezia delle calli sconte (nascoste), dei campielli tranquilli, dei giardini nascosti e delle piccole storie che si incontrano lontano dai percorsi più battuti.

È la Venezia autentica, quella che non sempre compare nelle guide e che si scopre soprattutto camminando senza fretta, magari perdendosi. La Venezia dei veneziani. O, meglio ancora, la Venezia con i veneziani.

Esistono ancora? Sì. Anche se sono sempre meno numerosi, continuano ad abitare e vivere la loro città, spesso cercando di difenderne ritmi, spazi e identità dal turismo di massa. Quello che attraversa Venezia in fretta, si ferma per una fotografia e riparte senza averne davvero incontrato l’anima.

E allora facciamo un patto. Noi vi sveleremo alcuni luoghi autentici e insoliti di Venezia. Voi, però, dovrete diventare… invisibili.

Così bravi da confondervi tra i veneziani: rinunciando, ogni tanto, a un selfie; camminando senza occupare tutta la calle; entrando nei luoghi con discrezione; osservando invece di consumare. E lasciando che i bambini scoprano Venezia con curiosità, ma anche con calma, rispetto e meraviglia.

Perché Venezia non è soltanto una città da vedere: è una città da ascoltare, attraversare e abitare, anche solo per un giorno, con la consapevolezza di quanto sia fragile e preziosa.

(Per approfondire, leggi l’articolo Un turismo sostenibile a Venezia è possibile?).

Visita al Giardino mistico

Il Giardino Mistico: un angolo segreto vicino alla stazione

A pochi passi dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia si nasconde un luogo che sembra appartenere a un’altra Venezia: il Giardino Mistico, custodito e coltivato dai frati dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, che dalla seconda metà del Seicento abitano il convento accanto alla Chiesa di Santa Maria di Nazareth.

È un vero e proprio giardino segreto, lontano dal rumore delle calli più affollate, che si può visitare solo su prenotazione e con visita guidata.

Il progetto di recupero ha cercato di restituire al giardino la sua antica organizzazione geometrica, rispettandone al tempo stesso il carattere naturale e il profondo significato simbolico legato alla tradizione cristiana. Il risultato è uno spazio sorprendentemente armonioso, dove storia, spiritualità e biodiversità si incontrano.

Uno degli obiettivi del progetto è stato infatti quello di recuperare parte della biodiversità lagunare, riscoprendo anche la tradizione della viticoltura veneziana. In collaborazione con il Consorzio Vini Venezia sono state effettuate analisi del DNA che hanno permesso di individuare e reimpiantare alcune antiche varietà autoctone di vite.

Il giardino è organizzato in sette aiuole, ognuna con una propria funzione. C’è l’orto delle erbe officinali, dove cresce la melissa utilizzata per preparare la tradizionale Acqua di Melissa prodotta dai frati del convento.

E poi ci sono l’orto e il frutteto dei “gusti perduti”, dove sono state rec

Venezia Giardino Mistico Scalzi
Venezia, Giardino Mistico , Chiesa dei Carmelitani Scalzi. L’immagine è tratta dal sito.

Giochi in Campo San Giacomo dell’Orio

Se volete vedere come vivono davvero i bambini veneziani, venite qui nel pomeriggio, quando finiscono la scuola.

Ombreggiato da platani secolari, con qualche panchina rossa dove fermarsi per una pausa e una fontana pubblica per riempire la borraccia, Campo San Giacomo dell’Orio è uno dei luoghi in cui si respira più forte l’anima quotidiana di Venezia.

Qui i bambini la fanno da padroni. Si ritrovano in bande e giocano a nascondino, corrono dietro a un pallone, sfrecciano sui monopattini, uno dei mezzi preferiti dai piccoli veneziani, mentre gli adulti chiacchierano sulle panchine.

Non è un’attrazione turistica, ma una piazza vissuta dalla comunità. Ed è proprio questo a renderla così interessante per chi viaggia con i bambini: per qualche ora potrete smettere di essere turisti e semplicemente stare in un campo veneziano, osservando la vita che scorre intorno a voi.

Al centro del campo c’è anche un piccolo orto comune, nato grazie ai bambini del Sestiere di Santa Croce con il supporto di S.O.S. Artisti di Strada: un progetto che racconta un’altra Venezia, quella della partecipazione e della cura degli spazi condivisi.

E proprio qui si trova anche il Teatro di Anatomia, un luogo simbolo della battaglia della comunità veneziana per difendere gli spazi destinati alla vita del quartiere dal turismo di massa. Una storia che ci ricorda che Venezia non è soltanto la città che vediamo noi visitatori: è, prima di tutto, la città di chi ci vive.

Venezia Campo San Giacomo dell'Orio cxon bambini
Venezia, Campo San Giacomo.

Antico Teatro di Anatomia: una battaglia per Venezia

Nascosto tra le case di Campo San Giacomo dell’Orio si trova un luogo dalla storia sorprendente: l’Antico Teatro di Anatomia, costruito nel 1667 per volontà del Senato veneziano e destinato alle ricerche medico-scientifiche e alle dissezioni anatomiche.

Ma oggi il Teatro è al centro di una battaglia che riguarda il futuro stesso del campo.

Un tempo di proprietà pubblica, lo storico edificio è stato recentemente privatizzato e il suo possibile utilizzo a fini turistico-commerciali ha suscitato la preoccupazione della comunità locale. L’ipotesi di trasformarlo nell’ennesimo spazio della ristorazione destinato ai visitatori ha spinto gli abitanti di San Giacomo dell’Orio a mobilitarsi per difendere un luogo che considerano parte della propria storia e della propria identità.

Perché qui il campo non è soltanto uno spazio da attraversare: è uno dei luoghi di Venezia dove la comunità residente è ancora molto presente, dove sopravvivono socialità, servizi e relazioni di quartiere.

Il Teatro di Anatomia è anche uno spazio utilizzato per piccoli eventi, incontri e iniziative locali. La preoccupazione è che un’attività commerciale con un ampio plateatico possa occupare non soltanto gli ambienti interni, ma anche una parte significativa dello spazio esterno, sottraendolo alla vita quotidiana del campo.

Una vicenda apparentemente locale, che racconta però una questione molto più ampia: che cosa vogliamo che rimanga di Venezia quando i residenti diventano sempre meno e gli spazi della città vengono progressivamente trasformati per il turismo?

Per questo San Giacomo dell’Orio è un luogo da conoscere anche con i bambini: qui la storia di Venezia non è soltanto quella dei palazzi e delle opere d’arte, ma anche quella, molto attuale, di una comunità che cerca di proteggere il proprio modo di vivere la città.

Chiesa di San Giacomo dell’Orio: mille anni di storia

Prima di lasciare il campo, entrate nella Chiesa di San Giacomo dell’Orio, una delle più antiche di Venezia, le cui origini risalgono all’XI secolo. Nei secoli l’edificio è stato più volte trasformato, fino a diventare un interessante intreccio di epoche e stili, sorprendentemente armonioso.

Con i bambini potete cominciare la visita dal fonte battesimale: secondo la tradizione, la vasca arrivò a Venezia dall’Anatolia dopo la Quarta Crociata. Raccontate loro che, un tempo, il battesimo avveniva per immersione completa: un piccolo dettaglio capace di trasformare una visita in una storia da immaginare.

Poi alzate gli occhi.

Il grande soffitto ligneo a cassettoni dipinti, con la sua particolare struttura a carena di nave, è uno degli elementi più suggestivi della chiesa. Un invito perfetto per chiedere ai bambini: vi sembra di essere dentro una chiesa o a bordo di una nave?

L’interno custodisce inoltre un importante patrimonio artistico, con opere attribuite o realizzate da alcuni dei grandi protagonisti della pittura veneziana e veneta, tra cui Paolo Veneziano, Palma il Giovane, Paolo Veronese e Lorenzo Lotto.

È una di quelle chiese che a Venezia rischiano di passare inosservate, strette tra le calli e la vita quotidiana del quartiere. E forse è proprio questo il bello: qui non si viene soltanto a vedere un monumento, ma a scoprire un pezzo della Venezia più autentica.

Venezia Chiesa San Giacomo dell'Orio
Venezia, Chiesa San Giacomo dell’Orio.

Passeggiata lungo Fondamenta degli Ormesini e della Misericordia

Dal Ghetto Ebraico proseguite verso Fondamenta degli Ormesini, che poco più avanti cambia nome e diventa Fondamenta della Misericordia.

Qui Venezia cambia ritmo. È una passeggiata lungo il canale immersa nella vita quotidiana della città, lontana dai percorsi più affollati e dalle vetrine dei souvenir. Al loro posto incontrerete botteghe alimentari, ferramenta nautiche, piccoli showroom d’arte, bar, osterie e ciccheterie: luoghi in cui fermarsi, curiosare e, soprattutto, osservare una Venezia ancora vissuta dai suoi abitanti.

È una delle passeggiate che preferiamo fare con i bambini, perché non c’è bisogno di cercare un’attrazione: l’attrazione è la vita stessa della fondamenta. Barche che passano sul canale, veneziani che si fermano a chiacchierare, porte che si aprono sulle botteghe e tavolini affacciati sull’acqua.

Spunta la Luna dall’acqua

Lungo la Fondamenta della Misericordia concedetevi una sosta da Sulla Luna, bistrot e libreria indipendente dedicata all’illustrazione, con libri per grandi e piccini.

Potete accomodarvi nella saletta interna oppure scegliere i tavolini all’aperto, con vista sul canale, e concedervi una pausa tra caffè, dolci — anche vegan —, formaggi, vini e prodotti naturali.

Ma la vera sorpresa è guardarsi intorno: sugli scaffali troverete una selezione di albi illustrati coloratissimi, graphic novel, libri di cucina e poesia. Un posto in cui bambini e adulti possono curiosare insieme, magari scegliendo un libro da portare con sé.

Perché qui la pausa non è soltanto gastronomica: è una piccola immersione nella cultura indipendente veneziana. E non serve avere un bambino al seguito per trovare, tra queste pagine, qualcosa che vi faccia venire voglia di fermarvi ancora un po’.

In vendita qui, fino ad esaurimento scorte, anche Libri Finti Clandestini, bellissimi taccuini realizzati con carta di riciclo.

Venezia Libreria bistrot Sulla Luna
Venezia, Libreria bistrot Sulla Luna.

Laboratori creativi alla Giudecca

Affacciata sull’omonimo canale, la Giudecca è una delle zone più tranquille e meno turistiche di Venezia. Un’isola dove il ritmo rallenta e dove è ancora possibile incontrare una dimensione più quotidiana della città.

C’è anche un momento speciale in cui la Giudecca diventa raggiungibile a piedi da Venezia: durante la Festa del Redentore, che si celebra la terza domenica di luglio, un suggestivo ponte di barche viene allestito sul Canale della Giudecca, collegando le Zattere alla Chiesa del Redentore.

Partendo dall’imponente Mulino Stucky, edificio neogotico costruito alla fine dell’Ottocento su progetto dell’architetto tedesco Ernst Wullekopf e oggi sede di un hotel della catena Hilton, proseguite lungo l’isola fino all’antico complesso dei Santi Cosma e Damiano.

Nel chiostro dell’ex convento sconsacrato ha trovato casa un vivace polo dedicato all’artigianato e alla creatività, dove poter incontrare da vicino alcune delle tradizioni artistiche veneziane.

Qui potrete assistere a dimostrazioni della lavorazione del vetro, partecipare a corsi per creare una maschera veneziana e cimentarvi in diversi laboratori artistici pensati sia per adulti sia per bambini.

Un modo diverso di conoscere Venezia: non soltanto guardando le opere degli artigiani, ma sporcandosi le mani, sperimentando tecniche e materiali e portando a casa un piccolo pezzo della propria Venezia.

Leggi l’articolo Giudecca creativa, cosa vedere

Venezia La Giudecca con bambini
Venezia, a spasso per la Giudecca.

Scoprendo l’Isola di San Giorgio

Basta attraversare il Canale della Grazia con il vaporetto n. 2 e, in pochi minuti, la Venezia più animata sembra già lontana.

L’Isola di San Giorgio Maggiore è uno di quei luoghi che invitano a rallentare. Passeggiate lungo la marina senza fretta, ascoltando i suoni che qui diventano protagonisti: il tintinnio delle sartie mosse dal vento, gli scricchiolii del legno delle barche a vela, lo sciabordio dell’acqua contro le banchine.

È una piccola pausa di silenzio davanti a una delle viste più belle di Venezia.

Poi arriva il momento di salire.

Basilica e Campanile di San Giorgio

Il Campanile di San Giorgio è uno dei punti panoramici più spettacolari della città e, grazie al comodo ascensore, è una conquista alla portata anche dei bambini meno entusiasti delle scale.

In pochi secondi vi ritroverete a 75 metri d’altezza, con Venezia distesa davanti agli occhi. Da qui la vista abbraccia l’iconica Piazza San Marco, il Lido, la Giudecca e, nelle giornate più limpide, arriva fino ai Colli Euganei.

Dopo il panorama, entrate nella Basilica di San Giorgio Maggiore, uno dei capolavori di Andrea Palladio. La luminosa facciata in pietra d’Istria, candida e perfettamente proporzionata, è diventata uno dei simboli dell’architettura rinascimentale veneziana, anche se l’architetto non vide mai conclusa la sua opera.

L’interno custodisce capolavori di Tintoretto, Vittore Carpaccio e Palma il Giovane, ma c’è un’opera che merita qualche minuto in più.

Nel presbiterio ammirate la monumentale Ultima Cena di Tintoretto. Dimenticate l’immagine ordinata e solenne che avete in mente: qui la tavola sembra quella di una trattoria veneziana del Cinquecento, immersa in una luce fioca, attraversata dal fumo e animata da servitori, animali e gesti quotidiani. Un dipinto che racconta una scena sacra con il realismo di una Venezia viva e pulsante, capace di catturare anche lo sguardo dei bambini.

Venezia, vista dal campanile di San Giorgio
Venezia, vista dal campanile di San Giorgio.

Fondazione Giorgio Cini e il Labirinto Borges

Dopo aver ammirato Venezia dall’alto, vale la pena esplorare anche il lato più colto e sorprendente dell’Isola di San Giorgio Maggiore.

La Fondazione Giorgio Cini è una prestigiosa istituzione culturale conosciuta a livello internazionale, nata per promuovere lo studio e la valorizzazione della cultura e dell’arte veneziana. Il complesso ospita un importante archivio, una biblioteca, una fototeca e una vasta collezione d’arte, oltre a splendidi spazi monumentali.

Per visitarla sono disponibili tre diversi tour, che possono essere acquistati anche in pacchetto.

Il Tour 1 vi conduce alla scoperta degli spazi monumentali della Fondazione: il Chiostro del Palladio, il Chiostro dei Cipressi, l’antico refettorio, la sala delle fotografie e la straordinaria vista sullo Scalone del Longhena.

Il Tour 2 è quello da non perdere se siete a Venezia con i bambini: porta direttamente dentro il Labirinto Borges.

Aperto al pubblico nel 2021, il labirinto è stato progettato nel 2011 dall’architetto inglese Randoll Coate in omaggio allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, e in particolare al suo racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano. Il percorso si snoda per quasi un chilometro tra 3.200 piante di bosso, disposte in modo da riprodurre dall’alto il nome dello scrittore.

Perdetevi con i bambini, dunque. Seguite i sentieri, scegliete una direzione, tornate indietro e provate a trovare l’uscita mentre, grazie all’audioguida, vi accompagna Walking The Labyrinth, la suggestiva composizione musicale di Antonio Fresa.

È un’esperienza in cui arte, letteratura, architettura e musica si mescolano al gioco: un modo decisamente insolito di avvicinare anche i più piccoli alla cultura.

Il Tour 3 porta invece alla scoperta del Bosco della Fondazione e delle Vatican Chapels, le dieci cappelle progettate da architetti internazionali in occasione della 16ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Anche questo percorso è accompagnato da audioguida e da una colonna sonora originale.

Tre percorsi diversi, quindi, per scoprire un’isola che custodisce molto più di una delle più belle viste su Venezia.

Venezia San Giorgio Labirinto
Venezia, Isola di San Giorgio, Labirinto Borges.

Le Stanze del Vetro

Sull’Isola di San Giorgio Maggiore, nell’ala ovest dell’ex Convitto, si trovano Le Stanze del Vetro, progetto culturale nato dalla collaborazione tra Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung per promuovere lo studio e la valorizzazione dell’arte vetraria del Novecento e contemporanea.

Lo spazio ospita mostre temporanee dedicate ai grandi protagonisti e alle diverse espressioni dell’arte del vetro, con ingresso gratuito.

La mostra attualmente in corso è 1948-1958. Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia, curata da Marino Barovier e visitabile fino al 22 novembre 2026. È il terzo capitolo del ciclo dedicato alla presenza del vetro muranese alla Biennale e racconta un decennio particolarmente fertile, quello della rinascita della manifestazione dopo la Seconda guerra mondiale e della grande stagione del design degli anni Cinquanta.

In mostra si incontrano opere di importanti vetrerie muranesi, tra cui Venini, Barovier & Toso, Seguso Vetri d’Arte, Aureliano Toso e Fratelli Toso, insieme alle ricerche di artisti come Fulvio Bianconi, Flavio Poli, Dino Martens e Vinicio Vianello.

E per chi visita Venezia con i bambini c’è un motivo in più per fermarsi: ogni ultima domenica del mese sono in programma attività gratuite dedicate alle famiglie. Mentre gli adulti partecipano alla visita guidata della mostra, i bambini dai 5 anni seguono un percorso pensato per loro, che si conclude con un laboratorio creativo ispirato al mondo del vetro, alle sue trasparenze e ai suoi effetti di luce.

Un modo divertente per avvicinare i bambini a una delle grandi tradizioni artistiche veneziane, osservando, sperimentando e creando.

Venezia San Giorgio Le Stanze del Vetro
Venezia, Isola di San Giorgio, Le Stanze del Vetro, durante la mostra L’Arca di vetro. La collezione di animali di Pierre Rosenberg.

Dove sboccia la cultura? Anche alla Serra dei Giardini

Il sestiere di Castello è una delle zone più verdi di Venezia, grazie ai Giardini della Biennale e alla vicina isola di Sant’Elena. E proprio qui, tra piante, arte e vita di quartiere, si trova un luogo molto amato dai veneziani: la Serra dei Giardini.

Non è una semplice serra.

La sua storia comincia nel 1894, quando venne costruita come tepidarium in vetro e ferro per ospitare palme e piante decorative in occasione della prima Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia, inaugurata ai Giardini nel 1895.

Dismessa e rimasta a lungo inutilizzata, la struttura è stata recuperata e restituita alla città come spazio culturale, botanico e di socialità.

Tra orchidee, palmette, bonsai e altre piante, qui si possono acquistare semi e piante, fermarsi per una pausa al bar e partecipare alle diverse attività che animano la Serra. La Biennale stessa la descrive come uno spazio dedicato anche ad attività culturali di carattere botanico e a iniziative didattiche e ricreative per bambini.

Ma la cosa più interessante è forse proprio questa: la Serra non è soltanto un posto dove comprare una pianta o bere qualcosa. È un piccolo presidio di vita veneziana, un luogo di incontro dove possono convivere residenti, studenti, famiglie e visitatori, particolarmente frequentato durante i mesi della Biennale.

Con i bambini è una sosta piacevole perché qui possono curiosare tra le piante, osservare, toccare, imparare e partecipare alle attività. Un luogo in cui la cultura non sta soltanto sui muri di un museo, ma cresce, letteralmente, tra le foglie.

E forse è proprio questo il senso della Serra dei Giardini: un piccolo angolo di Venezia dove natura, cultura e comunità continuano a crescere insieme.

Venezia Serra dei Giardini
Venezia, Castello, Serra dei Giardini.

La cooperativa Nonsoloverde, che gestisce la Serra, è fortemente impegnata durante tutto l’anno nell’organizzazione di attività didattiche, laboratori e iniziative culturali. Si può partecipare a laboratori di educazione ambientale, giardinaggio e riciclo creativo, pensati per avvicinare anche i più piccoli alla natura attraverso il gioco e la sperimentazione.

Dalla Serra proseguite poi verso i Giardini di Sant’Elena, il grande polmone verde di questa parte di Venezia e uno dei luoghi preferiti dalle famiglie veneziane.

Qui, immersi in una pineta affacciata sulla laguna, troverete ampi spazi dove correre e giocare, un parco giochi e diversi impianti sportivi, tra cui campetti da calcio e basket e spazi per il pattinaggio.

È il posto giusto per lasciare che i bambini si prendano una pausa dalla Venezia dei musei e delle calli: via libera a pallone, monopattino, corse e giochi all’aria aperta, mentre gli adulti possono godersi un angolo di verde e una vista sulla laguna lontana dal rumore del centro.

Una Venezia diversa, ancora una volta: quella dei parchi, dello sport e del tempo libero dei veneziani.

Venezia Giardini Pineta
Venezia, pineta ai Giardini, detto anche Parco delle Rimembranze.

Un prato in campo: San Pietro di Castello

Un prato verde, a Venezia. Sembra quasi un controsenso.

Eppure Campo San Pietro, o San Piero de Casteo in veneziano, conserva ancora una caratteristica che un tempo era comune in tutta la città: non è interamente lastricato. Una parte del campo è ancora un vero prato, dove i bambini possono correre, giocare e, perché no, “pascolare” allegramente.

È l’occasione per raccontare loro una piccola storia di Venezia: in origine i campi erano davvero spazi verdi. Venivano coltivati a ortaggi, utilizzati come pascolo per pecore e capre e, in alcuni casi, anche come luoghi di sepoltura.

Con il tempo la situazione cambiò e i campi vennero progressivamente pavimentati. Prima con il cotto, disposto spesso secondo il caratteristico disegno a spina di pesce, poi con i grandi blocchi di trachite chiamati masegni, che ancora oggi caratterizzano la pavimentazione veneziana.

Al centro di questo spazio verde si trova la Chiesa di San Pietro di Castello, che custodisce una storia altrettanto importante. Fu antica sede vescovile e, dal 1451, divenne sede del Patriarcato di Venezia. Fino al 1807 fu inoltre la cattedrale della città, ruolo che passò alla Basilica di San Marco per volontà di Napoleone. Fino ad allora San Marco era stata la cappella privata dei dogi.

Se capitate qui a fine giugno, potreste trovare il campo ancora più animato: in occasione della Festa di San Pietro di Castello si organizzano iniziative, stand gastronomici, spettacoli musicali e giochi per bambini.

Un’occasione perfetta per scoprire una Venezia diversa, dove per una volta non servono ponti da attraversare né monumenti da spuntare dalla lista: basta un prato, un pallone e un po’ di tempo per giocare.

Venezia Campo San Pietro in Castello
Venezia, Campo San Pietro in Castello.

Per organizzare una visita più ampia della città, leggi il nostro articolo dedicato a Venezia in famiglia, con tutti gli approfondimenti per scoprire cosa vedere in un giorno, cosa fare con più tempo a disposizione e quali musei e mostre visitare con i bambini.

E per preparare la visita insieme ai più piccoli, puoi anche scaricare gratuitamente la guida DivertiViaggio a Venezia, la guida per bambini curiosi.

Commenti su “Una Venezia insolita (e autentica) da scoprire con i bambini”

  • Andare alla scoperta di una città come Venezia ma visitando i suoi lati meno conosciuti è il modo migliore e più bello per capire un luogo, davvero piacevole il vostro città tour

  • Sono stata a Venezia da bambina e ne ho dei ricordi veramente confusi. Ora ho in programma di tornarci insieme a mia mamma per un weekend, e mi hai dato dei suggerimenti che mi ispirano molto. In particolare il Giardino Mistico di cui sono andata a vedere alcune immagini online.
    Poi una sosta al bistrot Sulla Luna per riposare e mangiare qualcosa!

  • Non sapevo ci fosse un labirinto a Venezia, ne tantomeno esistesse Sulla Luna. Quest’ultima è una scoperta davvero interessante visto che durante i miei viaggi vado sempre a cercare luoghi di questo genere!

  • Anche se hai descritto un itinerario per bambini , penso che questo percorso lo farei volentieri anche io. Ricco e dettagliato , complimenti

  • Quante meraviglie fuori dai soliti schemi! Che fortunati i piccoli viaggiatori! Devo passare da Venezia il mese prossimo: non ti nascondo che alcune cose interessano anche me! Un giro nel labirinto lo farei volentieri.

  • Un percorso interessante a tutte le età non solo per bambini, mi piace scoprire questi lati più nascosti delle città, sicuramente più autentici e veri soprattutto in una città molto turistica

  • Sono stata a Venezia un paio di volte, ma ho visto solo i luoghi classici e più gettonati. Mi piacciono questi articoli perché mi fanno vedere una città da un altro punto di vista. Ho trovato molto bello il labirinto, deve essere davvero divertente per i bambini, ma anche per gli adulti.

  • Anche se non ho bambi piccoli ho letto con interesse il tuo articolo e ritengo che molte delle cose che ahi descritto sono interessanti da fare anche per gli adulti.

    • SE ami il mondo dell’illustrazione e della grafica, immerso in un contesto tipicamente veneziano, sì, assolutamente! Alla Luna ci sono libri e albi illustrati per tutte le età!

  • In ogni luogo che visito, cerco sempre di visitare luoghi insoliti o per lo meno poco frequentati dai turisti. Grazie davvero per tutte queste utili dritte da utilizzare la prossima volta che andrò in città.

  • Complimenti per questo “articolo-guida” si leggono spesso itinerari su Venezia, ma poche volte si pensa ai turisti più piccini, che d’altronde hanno bisogni da assecondare e esigenze che vanno tenute in considerazione specie se si sceglie una città unica come Venezia.

    Credo sia opportuno considerare di spostarsi principalmente in vaporetto, un’alternativa valida per farli affaticare poco, e per permettergli di godersi la città da un’altra prospettiva.
    Da veneziana consiglierei di poterli durante il carnevale, è si molto caotico e pullulante di turisti, ma secondo me si possono portare a casa un ricordo unico, scoprendo un carnevale diverso dagli altri, ma magico e con una storia che prosegue da decenni.

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