Gli eventi collaterali della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte 2026 a Venezia sono 31 in tutto, distribuiti tra i sestieri della città, molti dei quali gratuiti. Si visitano dal 9 maggio al 22 novembre, spesso in luoghi normalmente chiusi al pubblico, come palazzi storici, ex chiese, cortili. Una Biennale parallela e diffusa, che vale tanto quanto quella ufficiale ai Giardini e all’Arsenale.
Occasione perfetta per portare i bambini a contatto con l’arte contemporanea internazionale, trasformando una giornata a Venezia in un vero e proprio gioco di scoperta tra calli, palazzi e canali. Sono una parte sorprendente dell’intera Biennale, la più accessibile per le famiglie.
Sommario
We Rise by Lifting Others alla Casa di The Human Safety Net
Tra tutti gli eventi collaterali gratuiti, ce n’è uno che sembra pensato apposta per le famiglie, non solo rivolto a loro. Si intitola We Rise by Lifting Others ed è il progetto che Marinella Senatore, artista italiana tra le più interessanti della scena internazionale, ha costruito insieme a genitori e bambini piccoli sostenuti dalla fondazione The Human Safety Net in tre città: Varsavia, Mestre e Palermo.
Da laboratori creativi di scrittura, lettura e movimento condotti con famiglie a rischio di esclusione sociale, sono nate le idee e le immagini che compongono l’opera esposta. L’artista ha scelto di condividere la sua creatività, lasciando che fossero le storie reali di mamme, papà e bambini dai 0 ai 6 anni a dare forma al lavoro finale.
La mostra è visitabile è alle Procuratie Vecchie, in Piazza San Marco, alla Casa di The Human Safety Net, la stessa sede che ospita anche A World of Potential, la mostra interattiva dedicata al potenziale dei bambini nei primi anni di vita.
Visitarla con i propri figli ha quindi qualcosa di speciale: l’arte che vedono è nata da bambini come loro, da genitori come i loro. Per i ragazzi più grandi è invece un’occasione per fermarsi su una domanda tutt’altro che banale — chi è l’autore, quando un’opera nasce da una comunità intera?
La mostra è aperta dal 7 maggio 2026 al 22 marzo 2027.
Gaza, il ricamo come memoria
Uno degli eventi più potenti e commoventi di questa edizione arriva dal Palestine Museum US, con sede al Palazzo Mora in Cannaregio. La mostra si intitola Gaza — No Words — See the Exhibit e racconta, senza parole appunto, quello che le parole non riescono a contenere. Al centro c’è la Gaza Genocide Tapestry: 100 pannelli ricamati a mano da donne palestinesi sparse in tutto il mondo, da Ramallah ai campi profughi in Libano, fino alla Nuova Zelanda. Il punto di partenza è il tatreez, la tradizionale arte del ricamo palestinese, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un’arte nata per celebrare la vita, i matrimoni, la bellezza, e che oggi diventa testimonianza silenziosa e straziante di quello che è accaduto. Un’opera collettiva che non si dimentica.
Gaza – No Words – See the Exhibit
Palestine Museum US
Palazzo Mora, Strada Nova, Cannaregio 3659
www.falastin.museum
Le voci del Golfo alle Zattere
A Palazzo Cavanis, affacciato sulle Zattere in Dorsoduro, VCUarts Qatar, la scuola d’arte e design dell’Università del Qatar, presenta Aghrab Idrāk: Thresholds of Perception, ovvero “Soglie della percezione”. La mostra raccoglie i lavori di dieci laboratori di ricerca creativa e invita i visitatori a muoversi attraverso ambienti plasmati da luce, suono, movimento e materiali. Non si tratta di opere da guardare da lontano, ma di esperienze da attraversare: una mappa sonora del deserto qatarino, una scultura meccanica che respira e purifica l’aria, installazioni che esplorano la calligrafia araba su scala architettonica, storie di migrazione raccontate attraverso tessuti e ricami.
Una mostra che porta a Venezia le storie, le memorie e le culture di una regione spesso raccontata in modo superficiale.
Aghrab Idrāk: Thresholds of Perception
VCUarts Qatar – Virginia Commonwealth University School of the Arts in Qatar
Palazzo Cavanis, Fondamenta Zattere ai Gesuati, Dorsoduro 920
www.qatar.vcu.edu/our-impact/biennale-arte-2026
Un cabinet di meraviglie tutto italiano
A Riva San Biasio, nel sestiere di Castello, l’associazione pugliese Eclettica Cultura dell’Arte presenta Infinito Cabinet di Maria Cristina Crespo. Il titolo evoca due grandi visionari: il “museo immaginario” del critico d’arte André Malraux e la biblioteca infinita di Jorge Luis Borges. La mostra si configura come una Wunderkammer contemporanea, una stanza delle meraviglie in cui convivono miti, letterature, religioni, culture e geografie lontanissime tra loro: Dante e Le Mille e una Notte, Roma medievale e il Messico barocco, l’Africa e l’Asia, Ovidio e Pasolini. Un viaggio nella cultura umana, fatto di opere polimateriche e visioni stratificate.
Infinito Cabinet. Maria Cristina Crespo
Eclettica Cultura dell’Arte
Riva San Biasio, Castello 2145
www.ecletticaweb.it
www.circuitodelcontemporaneo.it
Paper Tears, la voce della Catalogna
L’Institut Ramon Llull, istituzione culturale catalana, porta a Venezia Paper Tears, un progetto curato da Elise Lammer con il lavoro dell’artista Claudia Pagès Rabal. Aperto anch’esso per tutta la durata della Biennale, è uno degli eventi più attesi tra quelli che portano in laguna le voci delle culture senza stato.
Catalonia in Venice: Claudia Pagès Rabal
Paper Tears
Institut Ramon Llull
Docks Cantieri Cucchini, Castello 40/A
www.papertears.llull.cat
Screen Melancholy
Al Palazzo delle Prigioni, l’antico carcere collegato al Palazzo Ducale affacciato sulla Riva degli Schiavoni, il Taipei Fine Arts Museum presenta Screen Melancholy dell’artista Li Yi-Fan. Il titolo, nato in portoghese come Melancolia de tela, descrive qualcosa che molti di noi conoscono bene: quella sensazione di stanchezza e vuoto che arriva dopo ore passate davanti agli schermi. Smartphone, computer, tablet, social: il mondo digitale ci offre tutto e spesso ci lascia con un senso di appiattimento.
Li Yi-Fan trasforma questa sensazione in arte. Al centro della mostra c’è un video di 60 minuti in cui l’artista racconta la storia di un “bulbo oculare” che torna a casa, riflettendo sul rapporto tra esseri umani e immagini nell’era dell’intelligenza artificiale. Intorno al video, sculture in 3D di mani, piedi, teste e arti giganti occupano lo spazio, quasi a ricordare che dietro ogni schermo c’è comunque un corpo, una persona. La sede è perfetta: un palazzo che un tempo era una prigione, oggi trasformato in un contenitore di immagini e suoni da cui è difficile staccarsi.
Screen Melancholy: Li Yi-Fan
Taipei Fine Arts Museum of Taiwan
Palazzo delle Prigioni, Castello 4209
www.taiwaninvenice.org/2026
Transforming Energy: Marina Abramović a Venezia trasforma le Gallerie dell’Accademia
Venezia con i bambini: cosa vedere oltre la Biennale
Se organizzate un soggiorno di più giorni in occasione della Biennale, Venezia ha molto altro da offrire alle famiglie. La città in sé è già uno spettacolo: girare in vaporetto lungo il Canal Grande, attraversare i ponti, perdersi tra le calli è un’avventura che i bambini vivono in modo naturale e curioso, senza bisogno di spiegazioni.
A seguire gli approfondimenti:
DivertiViaggio a Venezia, la guida per bambini curiosi
Tutti i musei e le mostre 2026 per bambini a Venezia
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